Dopo il vertice di Parigi sui detriti orbitali, l'autunno europeo si gioca su Mercurio e su Didymos
Il Grand Palais ha ospitato il 9 e 10 settembre un vertice internazionale sullo spazio con circa 120 delegazioni. Nello stesso mese l'OCSE ha pubblicato il Panorama dell'economia spaziale 2026. A novembre BepiColombo entra in orbita attorno a Mercurio.
Il Sommet international sur l’espace si è tenuto al Grand Palais di Parigi il 9 e 10 settembre 2026. La Francia attendeva circa 120 delegazioni straniere, oltre a rappresentanti di organizzazioni internazionali, imprese, mondo della ricerca, difesa e società civile. I lavori hanno riguardato i detriti spaziali, le attività in orbita, la sicurezza, l’innovazione e l’accesso ai servizi spaziali. La Commissione europea era rappresentata dalla presidente e da diversi commissari; l’astronauta Thomas Pesquet ha partecipato come inviato speciale del presidente della Repubblica francese.
Il 9 settembre, in parallelo, l’OCSE ha pubblicato il Panorama dell’economia spaziale 2026. La notizia su vertice e rapporto proviene al momento da un’unica origine (l’agenda delle istituzioni europee e dell’OCSE pubblicata da Toute l’Europe); nessuna conferma indipendente disponibile.
Perché i detriti sono diventati il primo punto dell’ordine del giorno
Che un vertice intergovernativo apra dai frammenti in orbita anziché dalle missioni di esplorazione dice come si è spostato il baricentro della politica spaziale: dal lanciare al gestire ciò che è già lassù. I temi elencati — detriti, attività in orbita, sicurezza, accesso ai servizi — descrivono un’infrastruttura, non un’avventura. Il materiale disponibile non riporta conclusioni operative o impegni sottoscritti al termine dei due giorni, e non li presumiamo: quel che è documentato è la composizione del tavolo e l’agenda dei lavori.
Le due scadenze operative dell’autunno
Sul piano delle missioni, il calendario dell’Agenzia Spaziale Europea con contributo italiano ha due appuntamenti ravvicinati.
A novembre 2026 è previsto l’inserimento in orbita attorno a Mercurio della sonda BepiColombo, missione ESA per la quale l’Italia è responsabile di 4 degli 11 esperimenti a bordo. È la fase in cui una sonda smette di essere un oggetto in viaggio e diventa uno strumento di osservazione continuativa: la manovra di cattura orbitale è il passaggio critico dell’intera missione.
A fine 2026 la missione di difesa planetaria Hera raggiungerà il sistema asteroidale Didymos per studiare gli effetti dell’impatto della sonda NASA DART. Il contributo italiano include ASI, OHB Italia e Avio. Hera non colpisce nulla: misura. Serve a trasformare un esperimento riuscito — deviare un asteroide con un impatto — in un modello quantitativo, cioè a sapere quanta massa serve, con quale velocità, per ottenere quale deviazione.
Sullo sfondo resta Plato, il cacciatore di esopianeti dell’ESA, anch’esso con apporto italiano: il lancio è atteso a inizio 2027 e la parte finale del 2026 è occupata dalle attività che lo precedono. L’obiettivo dichiarato del programma è individuare pianeti di taglia terrestre attorno ad altre stelle.
Anche il calendario delle missioni proviene al momento da un’unica origine (Global Science, sui programmi ESA e dell’Agenzia Spaziale Italiana); nessuna conferma indipendente disponibile in questo dossier.
Che cosa non sappiamo
Non conosciamo la data esatta della manovra di inserimento orbitale di BepiColombo, indicata dal materiale solo come «novembre 2026». Non abbiamo il contenuto del Panorama OCSE — soltanto la data di pubblicazione — e quindi non riportiamo cifre sull’economia spaziale. Non sappiamo se il vertice di Parigi abbia prodotto un documento finale.
Le due prossime verifiche sono materiali e datate: l’ingresso in orbita attorno a Mercurio entro novembre, l’arrivo di Hera a Didymos entro la fine dell’anno.
Fonti: Toute l’Europe (agenda ufficiale delle istituzioni europee e OCSE); Global Science / ASI (programmi ESA e Agenzia Spaziale Italiana).
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