Dopo il premio a Venezia, due ministri israeliani chiedono provvedimenti contro i registi di «NAZA»
Il ministro della Cultura Miki Zohar annuncia di volersi attivare per revocare la cittadinanza a Yuval Abraham e Rachel Szor; il ministro Ben-Gvir li invita a lasciare il paese. La competenza su quella procedura, però, non appartiene al dicastero della Cultura.
L’edizione del mattino ha raccontato gli Emmy e il palmarès veneziano dalla parte dei premi. Il pomeriggio aggiunge una storia che il mattino non aveva: la reazione politica israeliana a uno dei film premiati al Lido.
«NAZA», documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, ha vinto il Premio speciale della giuria alla 83ª Mostra del cinema di Venezia sabato 12 settembre. Dura ottanta minuti, è stato girato di notte sui tetti di Tel Aviv e si basa su interviste clandestine a 24 fra ufficiali dell’intelligence militare israeliana, soldati e persone che hanno deciso di denunciare dall’interno, sull’impiego di sistemi di intelligenza artificiale nella selezione degli obiettivi a Gaza. Il titolo riprende un acronimo militare israeliano che indica il numero di civili che si prevede vengano uccisi in un attacco aereo.
Le due dichiarazioni
Domenica il ministro della Cultura e dello Sport israeliano Miki Zohar ha annunciato su X che si attiverà per revocare la cittadinanza israeliana ai due registi, accusandoli di tradimento dello Stato. Il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir li ha definiti una vergogna e li ha invitati ad andarsene dal paese:
«Siete una vergogna e un imbarazzo per tutto il popolo d’Israele. Andatevene!» (trad. dall’ebraico) — Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale di Israele
Il limite giuridico dell’annuncio
C’è un elemento che separa l’annuncio dall’atto, ed è il punto che rende la vicenda leggibile anche fuori dal dibattito politico israeliano. Togliere la cittadinanza a un cittadino israeliano non rientra, nell’ordinamento del paese, fra gli atti che il titolare della Cultura può compiere da solo: il percorso previsto passa dal dicastero dell’Interno e dal vaglio dell’autorità giudiziaria. Il Ministero dell’Interno non ha commentato ufficialmente la richiesta di Zohar.
Si tratta quindi, allo stato, di una dichiarazione di intenti di un membro del governo su una materia che non rientra nelle sue competenze. Questo giornale non copre procedimenti giudiziari e non lo farà neppure qui: registriamo le dichiarazioni pubbliche di due ministri nel loro ruolo pubblico e il quadro normativo che le inquadra, senza anticipare esiti.
Chi sono gli autori premiati
Abraham e Szor avevano co-diretto «No Other Land», premiato con l’Oscar per il miglior documentario nel 2025. È il secondo riconoscimento internazionale di rilievo per la coppia di autori, e spiega perché il premio veneziano abbia avuto immediata eco politica: non si tratta di un film destinato a circolare solo nei festival.
Sull’obiettivo del lavoro, Abraham ha indicato la volontà che siano gli israeliani a vedere il documentario, sostenendo che negare un crimine è ciò che ne consente la persistenza.
Che cosa non sappiamo
Non sappiamo se alla dichiarazione di Zohar seguirà una richiesta formale al Ministero dell’Interno, né in quale forma. Non sappiamo quale sia la posizione del governo israeliano nel suo insieme: le fonti disponibili riportano dichiarazioni individuali di due ministri, non una presa di posizione collegiale. Non disponiamo di una replica dei registi alle parole dei due ministri, né di una reazione della Biennale di Venezia.
Sul contenuto del film, infine, questo giornale non è in grado di verificare in modo indipendente le affermazioni delle 24 persone intervistate sull’uso dell’intelligenza artificiale nella selezione degli obiettivi: riferiamo che il documentario si basa su quelle testimonianze, non che le testimonianze siano state riscontrate. La distinzione non è una formalità — è la stessa che applichiamo alle dichiarazioni dei ministri.
Le fonti di questo pezzo sono elencate in calce: riportano i messaggi pubblicati su X dai due ministri e il palmarès della Mostra. Sull’annuncio di Zohar, il Ministero dell’Interno — il dicastero competente per la procedura — non ha finora rilasciato commenti ufficiali.
Fonti: Euronews; The National; TheWrap; Time News
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