Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi mercoledì 7 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Bruxelles ripensa la Commissione in vista di un'Unione più grande

La Commissione europea propone di superare il principio di un commissario per ogni Stato membro e di ridurre il ricorso all'unanimità, in previsione di un'Unione a 30 o più Paesi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di János Csatlós su Pexels

La Commissione europea ha messo sul tavolo una proposta che tocca l’architettura istituzionale dell’Unione: abbandonare la regola per cui ogni Stato membro ha diritto a un proprio commissario, e ridurre i casi in cui le decisioni richiedono l’unanimità tra i governi. Lo riferisce Euronews Italia, che al momento risulta l’unica fonte disponibile su questa iniziativa; non ci sono conferme indipendenti sui dettagli della proposta.

Il nodo che la Commissione dice di voler affrontare è la crescita prospettica dell’Unione, che con i processi di allargamento in corso potrebbe arrivare a contare 30 o più Stati membri. Con un collegio di commissari che aumenta di pari passo con il numero dei Paesi, la gestione delle deleghe e la coerenza delle politiche diventano più complesse: un collegio a trenta o più membri pone problemi organizzativi diversi da quelli di un collegio a ventisette.

Allo stesso modo, l’unanimità — richiesta oggi in materie sensibili come la politica estera o la fiscalità — diventa statisticamente più difficile da raggiungere quanto più cresce il numero dei governi che devono trovare un accordo comune. Un solo Paese contrario può bloccare una decisione, e con più Stati il rischio di stallo aumenta.

Non è chiaro, sulla base della sola fonte disponibile, quali siano i meccanismi alternativi proposti al posto dell’unanimità, né come verrebbe ridistribuito il principio della rappresentanza nazionale in Commissione. Si tratta di questioni che toccano direttamente gli equilibri di potere tra Stati grandi e piccoli all’interno dell’Unione, e che richiederebbero modifiche ai trattati — un processo che storicamente necessita del consenso di tutti gli Stati membri, lo stesso meccanismo che la proposta vorrebbe in parte superare.

La proposta arriva mentre diversi Paesi dei Balcani occidentali e altri candidati proseguono il percorso di adesione all’Unione europea, un processo che da tempo pone la domanda di come adattare istituzioni pensate per un numero più ridotto di membri a un’Unione in espansione.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore