Nuovo attacco Houthi contro l'aeroporto di Riad, sale il bilancio delle vittime
Due raid in pochi giorni contro lo scalo internazionale Re Khalid aggravano il bilancio delle vittime, mentre la coalizione saudita annuncia l'intercettazione di nuovi missili balistici diretti sulla capitale.
L’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad è stato colpito per la seconda volta in pochi giorni. Secondo quanto comunicato dall’Autorità generale dell’aviazione civile saudita, il 12 ottobre un nuovo attacco contro lo scalo ha causato la morte di un residente pakistano e il ferimento di undici persone.
Il bilancio si aggiunge a quello del primo attacco, avvenuto il 10 ottobre contro lo stesso aeroporto. Secondo la medesima Autorità, quell’episodio aveva causato dodici morti e trecentonove feriti. Tra le vittime, la fonte saudita indica quattro cittadini sauditi e otto residenti di diverse nazionalità, senza specificarne la provenienza esatta.
Il giorno del secondo attacco, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha reso noto di aver intercettato tre missili balistici diretti verso Riad e verso la città di Khamis Mushait. L’episodio si inserisce in una sequenza che coinvolge, con obiettivi diversi, più di una località del Paese: non solo lo scalo della capitale, ma anche un centro urbano a distanza.
Il materiale raccolto offre un elemento di collegamento indiretto: nello stesso periodo, sul fronte dei mercati dell’energia, l’attacco del 10 ottobre contro il principale aeroporto di Riad viene attribuito agli Houthi, il movimento yemenita, nelle cronache dedicate alla reazione del greggio. Il prezzo del Brent ha toccato nella notte i 105,63 dollari al barile prima di ridiscendere, in quella che le fonti di mercato collegano esplicitamente all’attacco sullo scalo saudita. È il solo punto, nel materiale disponibile, in cui compare un’attribuzione esplicita della responsabilità degli attacchi.
I due comunicati dell’Autorità generale dell’aviazione civile, diffusi attraverso l’agenzia di stampa saudita SPA, restano la sola fonte dei bilanci di vittime finora resi noti. Nessuna conferma indipendente dei numeri è presente nel materiale raccolto per questa ricostruzione: si tratta di cifre comunicate dalle autorità del Paese colpito, non verificate da fonti terze.
Non risultano, nelle fonti disponibili, indicazioni sulle condizioni operative dell’aeroporto dopo il secondo attacco né sull’entità dei danni alle infrastrutture. Allo stesso modo, non emergono dichiarazioni ufficiali — né saudite né yemenite — che rivendichino esplicitamente la responsabilità politica o militare dei due episodi: la fonte saudita si limita, nei due comunicati, a quantificare morti e feriti.
L’intercettazione dei tre missili balistici annunciata il 12 ottobre riguarda, come detto, due destinazioni distinte: la capitale Riad e Khamis Mushait. È un dettaglio che segnala un raggio d’azione più ampio del solo aeroporto internazionale, sebbene il materiale raccolto non consenta di stabilire se i missili intercettati fossero collegati all’attacco allo scalo avvenuto lo stesso giorno o costituissero un episodio separato.
Restano distinti, nei due comunicati dell’Autorità generale dell’aviazione civile, i bilanci dei due episodi: dodici morti e trecentonove feriti il 10 ottobre, un morto e undici feriti il 12 ottobre.
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