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Cinema & Spettacoli · Analisi martedì 13 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Zvyagintsev, un regista in esilio rappresenta la Francia agli Oscar

Con "Minotaur", premiato a Cannes e scelto da Parigi per la corsa al miglior film internazionale, il cineasta russo dissidente porta sullo schermo la guerra in Ucraina attraverso un classico di Chabrol riletto in chiave contemporanea.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Balázs Gábor su Pexels

Andrey Zvyagintsev torna al cinema dopo quasi un decennio di silenzio produttivo e lo fa con un film che intreccia la propria condizione di esiliato con il conflitto in corso tra Russia e Ucraina. “Minotaur”, il suo nuovo lungometraggio, ha vinto il Grand Prix al Festival di Cannes 2026 ed è stato scelto dalla Francia come candidato ufficiale nella categoria miglior film internazionale agli Oscar 2027, secondo quanto riportato da Euronews.

Il film è un adattamento contemporaneo de “La donna infedele”, il classico diretto da Claude Chabrol nel 1969, trasportato sullo sfondo della guerra russo-ucraina. La scelta di rileggere un testo francese per raccontare un conflitto che coinvolge direttamente la Russia non è casuale: Zvyagintsev si è trasferito in Francia nel 2022 e “Minotaur” nasce come coproduzione tra Francia, Lettonia e Germania, con le riprese girate in territorio lettone.

Il regista, già candidato all’Oscar con “Leviathan” e “Loveless” negli anni precedenti al suo allontanamento dalla Russia, ha usato il palco di Cannes per un gesto politico diretto. Durante il discorso di accettazione del Grand Prix si è rivolto a Vladimir Putin invocando la fine delle ostilità: «Poni fine a questo massacro» (trad. dall’inglese), ha dichiarato Zvyagintsev, come riportato da Variety.

La candidatura francese assume un peso particolare proprio per questa doppia natura del progetto: un film in lingua russa, diretto da un cineasta che la Russia considera un dissidente, presentato al mondo attraverso le istituzioni cinematografiche di un paese che non è il suo. La Francia ha scelto “Minotaur” come proprio rappresentante nella corsa agli Academy Award, riferisce Euronews.

Il percorso internazionale del film prosegue con le proiezioni al New York Film Festival e al BFI London Film Festival, prima dell’uscita nelle sale statunitensi prevista per il 20 novembre, distribuita da MUBI, come riferisce The Film Stage. Si tratta di un calendario che punta esplicitamente alla stagione dei premi, con la candidatura francese come primo passo verso una possibile corsa alla nomination.

La vicenda di Zvyagintsev si inserisce in un fenomeno più ampio che ha attraversato il cinema russo negli ultimi anni: quello dei cineasti che, dopo l’invasione dell’Ucraina, hanno scelto l’esilio e hanno continuato a lavorare altrove, spesso con produzioni europee che permettono loro di mantenere una voce pubblica senza passare per i canali ufficiali di Mosca. Il caso di “Minotaur” mostra come questa diaspora artistica trovi oggi spazio nei circuiti più prestigiosi del cinema internazionale, da Cannes alla corsa agli Oscar, con un film che non nasconde la propria origine linguistica e culturale pur essendo presentato sotto bandiera francese.

Resta da vedere se l’Academy statunitense includerà “Minotaur” nella rosa dei candidati finali alla nomination per il miglior film internazionale, una decisione attesa nei prossimi mesi insieme alle designazioni degli altri paesi partecipanti alla categoria.

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