Asset russi congelati, Washington e Bruxelles su fronti opposti alla vigilia del Consiglio europeo
Mentre i leader Ue si preparano a riunirsi a Bruxelles per discutere sostegno a Kiev e bilancio pluriennale, emerge una proposta statunitense sugli asset sovrani russi congelati che i delegati europei hanno respinto.
Il Consiglio europeo si riunisce a Bruxelles con un’agenda che intreccia dossier economici e geopolitici: competitività e prezzi dell’energia, il prossimo quadro finanziario pluriennale, il sostegno continuo all’Ucraina, gli attacchi ibridi legati alla Russia, la migrazione, l’allargamento e la situazione in Medio Oriente. Secondo il comunicato ufficiale del Consiglio, sui prezzi dell’energia i leader daranno indicazioni alla Commissione su misure mirate e temporanee per alleviare l’impatto dei costi elevati su cittadini e imprese.
Sul fronte del sostegno a Kiev, l’agenda del vertice si intreccia con una notizia riportata dal Financial Times: gli Stati Uniti avrebbero proposto ai paesi europei di sbloccare alcuni asset sovrani russi, congelati dopo l’invasione dell’Ucraina, e di trasferirli in un veicolo finanziario sotto la supervisione di Washington, nel tentativo di rilanciare i negoziati di pace. L’idea sarebbe stata discussa durante una riunione a Miami fra negoziatori americani, ucraini e funzionari di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Alleanza atlantica. I delegati europei, riferisce il quotidiano britannico, avrebbero respinto il piano.
Va precisato che la notizia sulla proposta statunitense proviene al momento da un’unica origine — il Financial Times, ripreso da ANSA — e non risulta al momento confermata in modo indipendente da altre fonti diplomatiche o istituzionali. Si tratta di un’affermazione di peso, perché riguarda la gestione di risorse finanziarie sovrane sequestrate e gli equilibri tra Washington e le capitali europee sul dossier ucraino; la sua natura di indiscrezione diplomatica, per ora non confermata da dichiarazioni ufficiali di nessuna delle parti coinvolte, va tenuta distinta dai punti già formalizzati nell’agenda del Consiglio europeo.
Il contrasto, se confermato nei prossimi giorni, toccherebbe uno dei nodi più delicati del sostegno finanziario a Kiev: gli asset russi congelati in Europa rappresentano da tempo una riserva potenziale per finanziare la ricostruzione o lo sforzo bellico ucraino, ma la loro gestione resta materia di trattati internazionali e di cautele legali che i governi europei hanno finora preferito affrontare con strumenti diversi dal trasferimento diretto sotto supervisione di un paese terzo. Una proposta che sposti il controllo di questi fondi verso Washington solleverebbe, secondo quanto filtra dagli ambienti diplomatici citati dal Financial Times, resistenze legate alla sovranità delle decisioni europee sul tema.
Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha indicato, in vista del vertice, la necessità di passare dalle intenzioni ai risultati concreti sui dossier in agenda. Il collegamento tra i due filoni — l’agenda ufficiale del Consiglio e l’indiscrezione sulla proposta americana — resta per ora implicito: nessun documento consultabile lega esplicitamente le due vicende, ma entrambe insistono sullo stesso tema, il sostegno finanziario e politico all’Ucraina nella fase attuale dei negoziati.
Il vertice di Bruxelles rappresenta quindi l’occasione in cui i leader europei dovranno chiarire, con atti formali o dichiarazioni congiunte, se e come intendono rispondere alla proposta statunitense sugli asset russi, oltre a definire le misure energetiche a breve termine e l’impostazione del prossimo quadro finanziario pluriennale.
← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore