Anne Carson vince il Nobel per la Letteratura 2026
L'Accademia svedese ha assegnato il premio alla scrittrice, poetessa e traduttrice canadese, 76 anni, per un'opera in dialogo con la tradizione classica.
L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla scrittrice canadese Anne Carson. L’annuncio risale all’8 ottobre, ma la vicenda non era stata ancora raccontata nelle pagine di questo giornale: la recuperiamo oggi come storia nuova, attingendo al dossier disponibile.
Carson, 76 anni, è nota per opere come la traduzione di frammenti di Saffo e per il romanzo in versi “Autobiography of Red”. È stata inoltre la prima donna nella storia a vincere il Premio T.S. Eliot, grazie all’opera “The Beauty of the Husband”.
Tra i favoriti della vigilia secondo i bookmaker figurava anche la scrittrice cinese Can Xue, che non ha ottenuto il riconoscimento.
La motivazione del comitato Nobel, resa nota attraverso fonti in lingua russa che riprendono l’annuncio ufficiale, descrive il lavoro di Carson come dedicato all’incontro tra l’ossessione del filologo per le parole e la ricerca di nuovi significati da parte del poeta. Il comitato ha inoltre motivato il premio riconoscendo all’autrice «per un’opera coraggiosa e innovativa» (trad. dal russo).
L’opera di Carson si colloca in un percorso che intreccia da decenni la filologia classica — la sua formazione include lo studio del greco antico, alla base della traduzione dei frammenti di Saffo — con forme di scrittura sperimentale che uniscono poesia, saggio e narrazione in versi, come dimostra la struttura stessa di “Autobiography of Red”.
Il riconoscimento del Premio T.S. Eliot, ottenuto in precedenza per “The Beauty of the Husband”, aveva già segnalato l’autrice come una figura capace di rinnovare le forme tradizionali della poesia, prima di questo ulteriore riconoscimento assegnato dall’Accademia svedese.
La scelta dell’Accademia conferma inoltre una tendenza osservabile negli ultimi anni del premio: il riconoscimento di percorsi letterari che si muovono ai margini dei generi tradizionali, tra saggistica, traduzione e poesia, piuttosto che opere collocabili in una sola categoria. Carson pubblica da oltre tre decenni, con un corpus che spazia dai saggi critici alle opere teatrali, mantenendo come filo conduttore il rapporto costante con i testi dell’antichità greca, da lei tradotti e reinterpretati in forme contemporanee.
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