Consiglio europeo, Zelensky chiede altri 70 miliardi per il 2027
Il vertice di Bruxelles chiude la prima giornata su concorrenza e burocrazia; restano aperti il bilancio pluriennale, per cui Metsola avverte sulla difficoltà dei 361 voti in Parlamento, e il sostegno finanziario a Kyiv.
Il Consiglio europeo si è aperto a Bruxelles concentrandosi sull’emergenza del caro energia e sui conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente. La prima giornata del vertice si è chiusa con conclusioni incentrate su tre priorità più tecniche: la competitività dell’Unione, l’attuazione dell’agenda per il mercato unico e il taglio della burocrazia per le piccole e medie imprese.
Presente al summit, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha insistito sulla necessità di guardare oltre l’anno in corso:
«Dobbiamo discutere non solo per il 2026, ma anche per il 2027» — Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina
Secondo quanto riferito da ANSA, i leader europei hanno dato mandato alla Commissione di elaborare una proposta sui 70 miliardi di euro aggiuntivi che Kyiv ritiene necessari per il 2027. Le conclusioni del Consiglio europeo indicano inoltre prestiti di sostegno all’Ucraina per 90 miliardi di euro complessivi nel biennio 2026-2027, a cui si aggiungono 6,6 miliardi di euro liberati nell’ambito dello Strumento europeo per la pace.
Se sul fronte ucraino il vertice ha prodotto cifre e un mandato operativo, sul bilancio pluriennale dell’Unione la situazione resta più incerta. Il Consiglio non ha ancora raggiunto una posizione comune sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, mentre il Parlamento europeo ha già adottato la propria posizione con una maggioranza ampia sei mesi fa. La presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola ha messo in guardia i leader riuniti sulla difficoltà di trovare un’intesa che regga anche in Aula, ricordando che la plenaria ha bisogno di 361 voti per approvare le misure finanziarie, un meccanismo diverso da quello richiesto in sede di Consiglio, dove contano i 27 Stati membri.
Il relatore del Parlamento per il bilancio pluriennale, l’eurodeputato Siegfried Muresan, ha espresso insoddisfazione per lo stato dei lavori:
«Deluso dalla mancanza di progressi sul bilancio a lungo termine dell’Unione» — Siegfried Muresan, eurodeputato PPE, relatore sul bilancio UE
Muresan si attende ora una proposta migliorata da parte del presidente del Consiglio europeo Costa entro il mese di novembre. Il quadro che emerge dal vertice è quindi duplice: da un lato un’intesa relativamente rapida su un pacchetto di sostegno finanziario e militare all’Ucraina, con cifre già indicate nelle conclusioni ufficiali; dall’altro un negoziato sul bilancio pluriennale che resta bloccato, con il Parlamento che chiede un passo avanti al Consiglio entro le prossime settimane.
La doppia velocità tra i due dossier — Ucraina e bilancio settennale — lascia a novembre, con la proposta attesa da Costa, il prossimo banco di prova per l’Unione.
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