Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi domenica 18 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Google riduce di 40 volte gli errori dei suoi computer quantistici

Il team di Google Quantum AI ha dimostrato sul processore Willow la tecnica «magic state cultivation», raggiungendo una fedeltà logica del 99,99% e aprendo, secondo la stessa azienda, la strada a ulteriori sviluppi necessari per scalare il metodo.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Google DeepMind su Pexels

Google Quantum AI ha annunciato il 16 ottobre un progresso nella correzione d’errore dei computer quantistici, dimostrato sul processore Willow attraverso una tecnica chiamata «magic state cultivation». Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, riduce gli errori di un fattore 40 rispetto agli stati non coltivati, raggiungendo una fedeltà logica del 99,99% per gli stati T.

Il team di ricerca che ha portato avanti il lavoro include Craig Gidney e Noah Shutty, gli stessi ricercatori che avevano sviluppato il metodo originario nel 2024. Il passaggio dalla teoria alla dimostrazione pratica sul processore Willow rappresenta quindi la continuazione di un lavoro già avviato due anni prima dagli stessi autori.

Il tema degli errori resta centrale per qualunque discorso sui computer quantistici. Come ha sintetizzato la giornalista scientifica Michelle Starr, «i computer quantistici hanno un problema scomodo: sono straordinariamente efficienti nel commettere errori» (trad. dall’inglese), una descrizione che inquadra perché la correzione d’errore sia considerata uno degli ostacoli principali allo sviluppo di macchine quantistiche affidabili.

Nonostante il miglioramento dimostrato, la stessa Google indica che sono necessari ulteriori sviluppi per scalare la tecnica oltre il contesto sperimentale in cui è stata dimostrata. Il passaggio da una dimostrazione di fedeltà su stati T a un sistema quantistico pienamente operativo su larga scala resta quindi un obiettivo futuro, non un traguardo già raggiunto.

Il dato della fedeltà logica al 99,99% e la riduzione degli errori di un fattore 40 restano, allo stato attuale, il risultato sperimentale documentato: la pubblicazione su una rivista con revisione paritaria come Science colloca il lavoro nel campo della ricerca verificabile, mentre la stessa azienda che lo ha condotto riconosce la distanza che separa questa dimostrazione da un’applicazione su scala industriale.

Fonti: ScienceAlert; The Block

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore