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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cinema & Spettacoli · Analisi domenica 18 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Due festival, una stagione di riconoscimenti alla carriera

Roma e Lucca aprono l'autunno cinematografico italiano con premi a Bardem, Moore, Sarandon, Cavani e Winding Refn: il bilancio di due manifestazioni che scommettono su memoria e prestigio internazionale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di 12019 su Pixabay

L’autunno cinematografico italiano si apre con due manifestazioni che, pur diverse per formato e ambizione, condividono una stessa strategia: puntare sui riconoscimenti alla carriera per costruire visibilità e prestigio.

La Festa del Cinema di Roma, giunta alla ventunesima edizione sotto la direzione artistica di Paola Malanga, si svolge dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. L’apertura è stata affidata a Susan Sarandon, che il 13 ottobre ha ricevuto il Womenland Award 2026. Il programma mette in fila una serie di nomi pesanti del cinema internazionale: Javier Bardem ha ricevuto il Premio alla Carriera dalle mani di Paolo Sorrentino, presentando in quell’occasione El ser querido di Rodrigo Sorogoyen; Julianne Moore ha ottenuto lo stesso riconoscimento, mentre alla produttrice Tessa Ross è andato l’Industry Lifetime Achievement Award. Accanto ai tributi, la Festa mantiene una componente competitiva con il concorso Progressive Cinema e le sezioni Grand Public, Freestyle e documentari, a conferma di un’impostazione che prova a tenere insieme il red carpet e la ricerca.

Poche settimane prima, dal 26 settembre al 4 ottobre, si è chiusa a Lucca il Lucca Film Festival, diretto da Nicola Borrelli. Anche qui il fulcro è stato il riconoscimento alla storia del cinema: Liliana Cavani ha ricevuto il Premio alla Carriera al Cinema Astra il 2 ottobre, con proiezioni che hanno riportato in sala Francesco d’Assisi e Francesco; il giorno successivo il regista danese Nicolas Winding Refn ha ritirato il Golden Panther Award, presentando il thriller Her Private Hell. Nello stesso festival si è inserita la retrospettiva Carlo Cresto Dina, che ha riportato l’attenzione su Alice Rohrwacher attraverso la proiezione della sua opera prima, Corpo Celeste.

Il confronto tra le due manifestazioni racconta qualcosa sul modo in cui il sistema festivaliero italiano prova a posizionarsi tra fine settembre e fine ottobre. Roma lavora sulla scala internazionale e sul richiamo mediatico di star hollywoodiane consolidate, con una struttura che unisce premi, concorso e sezioni parallele dedicate a pubblici diversi. Lucca, più contenuta nelle dimensioni, costruisce la propria identità sulla verticalità degli omaggi — una regista italiana storica come Cavani accanto a un autore di culto internazionale come Winding Refn — e su retrospettive che rileggono percorsi autoriali già avviati, come quello di Rohrwacher.

Va segnalato un limite comune a entrambe le notizie: al momento la ricostruzione di entrambi i festival proviene da un’unica origine, gli uffici stampa delle rispettive manifestazioni, senza conferma indipendente disponibile. Si tratta di un dato rilevante per chi legge: le informazioni su ospiti, premi e programmazione restano, al momento della pubblicazione, quelle diffuse dagli organizzatori stessi, senza una verifica terza che le attraversi.

Resta il fatto che la combinazione di premi alla carriera, retrospettive e sezioni competitive continua a essere lo strumento principale con cui i festival italiani di media e grande scala provano a conquistare attenzione internazionale in un calendario autunnale affollato di appuntamenti concorrenti in Europa e Nord America.

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