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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia · Analisi mercoledì 21 ottobre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il Quirinale fa cancellare i poteri giudiziari ai militari nel decreto sicurezza

Dopo l'approvazione del decreto sull'ordine pubblico varato martedì, emergono i dettagli dell'intervento del Colle: saltata la norma che avrebbe dato funzioni di polizia giudiziaria ai militari di Strade sicure.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Joel Santos su Pexels

Il decreto sull’ordine pubblico approvato dal governo dopo gli scontri del fine settimana a Milano non arriva nella forma inizialmente prevista. Il Quirinale ha fatto cancellare dal testo la misura che avrebbe riconosciuto ai militari impegnati nell’operazione Strade sicure la funzione di polizia giudiziaria, con la possibilità di procedere ad arresti. È il dettaglio che la giornata di oggi aggiunge rispetto all’annuncio di ieri, e che ridimensiona la portata di un provvedimento presentato come una risposta ferma ai disordini.

Restano invece in vigore le altre misure del decreto. Viene introdotto il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, pensato per colpire chi partecipa in forma coordinata a episodi di devastazione durante i cortei. Il fermo preventivo viene esteso anche ai minorenni, una scelta che si inserisce nel contesto degli scontri milanesi: durante quelle giornate sono stati arrestati 35 minorenni, un numero che da solo misura l’entità del coinvolgimento di giovanissimi negli episodi di violenza.

Sul fronte dell’ordine pubblico sul campo, il ministro dell’Interno ha confermato l’invio di 500 militari aggiuntivi a Milano, a seguito degli scontri e dei vandalismi registrati nel weekend. La misura resta separata dalla norma sui poteri giudiziari, che riguardava invece le prerogative dei militari già presenti sul territorio, non il loro numero.

Sul nuovo reato è intervenuta direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sintetizzato così la novità normativa:

«Nasce il reato di partecipazione violenta» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

Più netto il tono del vicepremier Matteo Salvini, che ha rivendicato la linea dura del provvedimento rivolgendosi direttamente a chi ha preso parte ai disordini:

«Chi tornerà a saccheggiare non resterà impunito» — Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti

La bocciatura della norma sui poteri giudiziari ai militari da parte del Colle rappresenta il punto di frizione più rilevante emerso finora attorno al decreto: il governo aveva previsto un ruolo operativo rafforzato per le Forze armate in funzione di ordine pubblico, mentre il Quirinale ha ritenuto che tale funzione dovesse restare distinta da quella delle forze di polizia giudiziaria ordinarie. Il decreto esce quindi dal Consiglio dei ministri con un perimetro più ristretto di quello discusso inizialmente, mentre il numero dei minorenni fermati a Milano — 35 — resta il dato che misura concretamente la scala degli scontri a cui il provvedimento intende rispondere.

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