Melanoma, vaccino mRNA personalizzato: meno recidive nello studio di fase 3
I risultati di INTerpath-001, presentati al congresso Esmo e in via di pubblicazione su NEJM, mostrano una riduzione del rischio di recidiva nel melanoma ad alto rischio quando il vaccino si aggiunge all'immunoterapia standard.
Uno studio di fase 3 su un vaccino terapeutico a mRNA personalizzato per il melanoma ha mostrato una riduzione del 42% del rischio di recidiva a due anni, quando il vaccino viene aggiunto all’immunoterapia con pembrolizumab rispetto alla sola immunoterapia. Lo studio, denominato INTerpath-001, ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio arruolati in 157 centri nel mondo, con l’Italia al primo posto per numero di pazienti inclusi.
Secondo i dati presentati, la combinazione vaccino-immunoterapia ha ridotto anche del 38% il rischio di metastasi a distanza rispetto al trattamento con la sola immunoterapia. Si tratta di una terapia adiuvante, cioè somministrata dopo l’asportazione chirurgica del tumore, per ridurre la probabilità che la malattia si ripresenti.
Il vaccino non è uno strumento di prevenzione del melanoma: è una terapia personalizzata costruita sulle mutazioni specifiche del tumore di ciascun paziente, pensata per potenziare la risposta immunitaria già attivata dall’immunoterapia. Michele Del Vecchio, responsabile di Oncologia Medica Melanomi all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, ha definito la ricerca «il primo e unico studio di fase 3 che ha dimostrato che» un approccio di questo tipo supera i risultati della terapia standard.
Sul piano metodologico vanno segnalati alcuni elementi che definiscono la portata attuale dei dati. Si tratta di uno studio di fase 3, dunque nella fase avanzata della sperimentazione clinica, condotto su una popolazione ampia e multicentrica, elemento che rafforza l’attendibilità statistica dei risultati rispetto a studi più piccoli o preliminari. I risultati sono stati presentati al congresso dell’Società europea di oncologia medica e la pubblicazione integrale sulla rivista New England Journal of Medicine è attesa a novembre: fino a quella pubblicazione, la comunità scientifica non ha accesso al testo completo dello studio, ai dettagli metodologici integrali e alle eventuali analisi di sottogruppo, elementi che permettono una valutazione indipendente più approfondita dei dati presentati in sintesi al congresso.
Il materiale disponibile non riporta la durata massima del follow-up oltre i due anni indicati, né fornisce dettagli su eventuali effetti avversi osservati nel gruppo trattato con il vaccino rispetto al gruppo di controllo, informazioni che tipicamente accompagnano la pubblicazione integrale di uno studio registrativo. Non sono inoltre disponibili, nel materiale diffuso finora, indicazioni sui tempi previsti per un’eventuale richiesta di autorizzazione agli enti regolatori.
Il melanoma ad alto rischio è una delle forme di tumore della pelle con maggiore probabilità di recidiva dopo l’intervento chirurgico iniziale, ed è per questo che negli ultimi anni la ricerca si è concentrata su terapie adiuvanti capaci di ridurre questo rischio. L’approccio combinato testato in INTerpath-001 si inserisce in un filone di ricerca sui vaccini terapeutici a mRNA applicati all’oncologia, tecnologia resa disponibile su larga scala durante la pandemia da Covid-19 e oggi oggetto di sperimentazione in diversi tipi di tumore.
La pubblicazione su NEJM, attesa a novembre, permetterà una valutazione più completa dei dati, compresa l’analisi dettagliata della sicurezza del trattamento combinato.
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