Israele, lo spoglio avanza: Netanyahu a 53 seggi, Eisenkot a 48, nessuno vicino alla maggioranza
Rispetto alla parità degli exit poll di stamattina, il conteggio reale delle schede assegna un vantaggio al blocco del premier, ma restano centinaia di migliaia di buste ancora da scrutinare.
Lo scrutinio reale delle elezioni israeliane ha superato la fotografia della notte. Dopo la parità segnalata dagli exit poll diffusi all’alba di mercoledì, i dati del conteggio effettivo mostrano un quadro diverso: alle 14:32 del 28 ottobre risultavano scrutinati 4.854.102 voti validi in 11.168 seggi, secondo i dati della Commissione elettorale centrale israeliana ripresi dal sito Bakalpi. Su questa base, la stima assegna 53 seggi al blocco del premier Benjamin Netanyahu, 48 a quello del rivale Gadi Eisenkot e 19 ai partiti arabi.
Dentro i due blocchi, il Likud di Netanyahu è stimato a 26 seggi, mentre la lista Yashar guidata da Eisenkot si ferma a 21. Nessuno dei due raggiunge da solo la soglia dei 61 seggi necessaria per governare alla Knesset, e nemmeno sommando i partiti alleati i due schieramenti sembrano al momento in grado di superarla con margine.
Le fonti non concordano perfettamente sulla percentuale di schede già contate: secondo la Cnn, che cita dati con quasi l’80% dello spoglio completato, nessuno dei due blocchi dispone della maggioranza. Il sito Walla, con riferimento a un conteggio più avanzato all’85% dei voti e 4.875.751 schede scrutinate, conferma lo stesso esito: la maggioranza di 61 seggi resta fuori portata per entrambi gli schieramenti.
Un elemento resta sospeso e potrebbe cambiare ulteriormente il quadro: la Commissione elettorale ha stimato tra 430mila e 480mila buste doppie ancora da acquisire e scrutinare. Si tratta di un bacino di voti sufficientemente ampio da poter spostare l’assegnazione finale dei seggi, soprattutto nella fascia di schieramenti minori che oscillano intorno alla soglia di sbarramento.
Il voto di mercoledì è stata la prima elezione israeliana dall’attacco del 7 ottobre 2023 e dalle guerre successive a Gaza, in Libano e in Iran, un contesto che aveva già fatto prevedere un’affluenza fuori dall’ordinario, come riportato nella rilevazione del mattino. Il risultato, con uno scarto ridotto tra i due blocchi e un numero elevato di buste ancora da contare, lascia aperta la possibilità che l’esito definitivo slitti di giorni rispetto al voto.
Le prossime ore saranno dedicate proprio allo scrutinio delle buste doppie: la distanza di cinque seggi tra i due blocchi, al momento, non è sufficiente a dichiarare un vincitore in grado di formare un governo.
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