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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cronache · Apertura giovedì 29 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Scontro tra due treni ad alta velocità in Spagna, almeno 68 morti

Un ordine di ripartenza nonostante il guasto al sistema di sicurezza ha causato la collisione vicino a Toledo. Tra le vittime si cercano tre cittadine italiane disperse.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di Declan Conor su Pexels

Un treno ad alta velocità della compagnia Renfe si è scontrato con un convoglio della Iryo, fermo sui binari, nei pressi di Urda, in provincia di Toledo. L’impatto è avvenuto alle 8.54 di mercoledì 28 ottobre, lungo la linea che collega Madrid a Siviglia. Il bilancio provvisorio diffuso dalle autorità spagnole è di almeno 68 morti e oltre 150 feriti, 24 dei quali in condizioni gravi.

Secondo fonti del governo spagnolo, all’origine dello scontro c’è un errore umano. Il centro di controllo della circolazione avrebbe dato l’ordine di ripartenza al treno Renfe nonostante fosse ancora attivo il blocco disposto in seguito a un guasto al sistema di sicurezza Lzb, che interessava un tratto di 63 chilometri della linea. Il convoglio ha ripreso la marcia e ha centrato l’Iryo, fermo in attesa che l’anomalia venisse risolta. È su questa sequenza — il guasto segnalato, il blocco disposto, l’ordine di ripartenza arrivato comunque — che si concentreranno le verifiche delle autorità spagnole nei prossimi giorni.

A bordo dei due convogli viaggiavano centinaia di persone: il Renfe 2080 trasportava 397 passeggeri, l’Iryo 6076 ne contava 147. Tra loro si trovavano nove cittadini italiani. La Farnesina ha confermato che tre connazionali, tutte donne, risultano al momento disperse; le ricerche proseguono tra i resti dei vagoni e negli ospedali della zona dove sono stati trasferiti i feriti più gravi.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha proclamato tre giorni di lutto nazionale in tutto il Paese. «Sono profondamente addolorato», ha dichiarato il premier dopo aver appreso l’entità del disastro. Sul luogo dell’incidente si è recato anche l’arcivescovo di Toledo, che ha parlato di una «Scena dantesca» di fronte ai resti dei due convogli accartocciati sui binari.

Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha scritto al re di Spagna Felipe VI per esprimere, si legge nella lettera, profondo dolore e vicinanza dell’Italia al popolo spagnolo. Il messaggio arriva mentre la Farnesina segue da vicino la situazione dei connazionali coinvolti, in contatto con le autorità locali e con le strutture sanitarie della regione di Castiglia-La Mancia, dove sono ricoverati i feriti.

La linea Madrid-Siviglia, una delle arterie della rete spagnola ad alta velocità, resta interrotta nel tratto interessato dall’incidente. Le autorità di emergenza regionali coordinano le operazioni di soccorso insieme ai servizi sanitari, mentre prosegue il lavoro per accertare con precisione il numero definitivo delle vittime e per identificare i corpi ancora non riconosciuti all’interno dei due convogli.

Resta da chiarire, nelle prossime ore, la catena di decisioni che ha portato il centro di controllo ad autorizzare la ripartenza del treno Renfe mentre il tratto di 63 chilometri risultava ancora bloccato per il guasto al sistema Lzb. È questo il punto su cui si concentra l’inchiesta aperta dalle autorità spagnole, insieme alla verifica delle condizioni dei feriti ricoverati e alla ricerca delle tre cittadine italiane ancora disperse.

Il bilancio di 68 morti e oltre 150 feriti, 24 dei quali gravi, resta al momento provvisorio: è il più recente reso noto dalle autorità spagnole e dalla Farnesina.

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