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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi giovedì 29 ottobre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Trump: "Finire il lavoro" con l'Iran, mediazione del Qatar in corso

Il presidente statunitense avverte che Washington deve chiudere la partita con Teheran, con un accordo o altrimenti, mentre cinque Paesi mediano per riaprire i negoziati prima di una possibile nuova offensiva.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di DeLuca G su Pexels

Donald Trump ha dichiarato, in un’intervista ad Axios, che gli Stati Uniti devono «finire il lavoro» in Iran, con un accordo diplomatico o in altro modo. «Dobbiamo finire il lavoro, con un accordo o in un altro modo» (trad. dallo spagnolo), ha detto il presidente statunitense, lasciando aperte entrambe le strade — negoziale e militare — senza sciogliere la riserva su quale prevarrà.

Dietro le quinte, secondo quanto riportato da Axios, è il Qatar a guidare gli sforzi diplomatici per riattivare i negoziati tra Washington e Teheran, con il sostegno di Pakistan, Arabia Saudita, Egitto e Turchia. L’obiettivo dei mediatori è arrivare a un’intesa prima di una possibile nuova offensiva militare statunitense e israeliana, uno scenario che resta sul tavolo secondo la ricostruzione della testata.

Dal lato iraniano, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che Teheran sta discutendo con i mediatori un piano in sette giorni per porre fine alla guerra in Medio Oriente e riaprire lo Stretto di Hormuz, la via di passaggio marittimo al centro delle tensioni degli ultimi mesi. Le condizioni poste dall’Iran per un accordo includono lo sblocco dei fondi iraniani detenuti all’estero, la revoca delle sanzioni sul settore petrolifero e la fine del blocco navale statunitense nella regione.

Sul fronte dei contatti diretti, il vicepresidente statunitense JD Vance ha inviato una lettera a Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, nel tentativo di far ripartire i negoziati. L’iniziativa, su indicazione dello stesso Trump, si aggiunge al canale già aperto attraverso la mediazione qatariota e segnala un tentativo di comunicazione parallelo rispetto ai colloqui multilaterali in corso.

Il quadro che emerge è quello di una diplomazia a più livelli — mediazione regionale, lettere dirette, dichiarazioni pubbliche di Trump — che procede mentre restano aperte le condizioni poste da entrambe le parti: gli Stati Uniti chiedono un accordo che chiuda definitivamente la partita, l’Iran chiede la fine delle misure economiche e militari che lo colpiscono. Nessuna delle due condizioni risulta, al momento, soddisfatta.

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