Spagna, il bilancio del disastro ferroviario di Urda sale a 69 morti
Il primo rapporto tecnico dell'agenzia spagnola AITAT stima tra 160 e 200 chilometri orari la velocità dell'impatto tra l'AVE e il treno Iryo fermo a Urda; due cittadine italiane risultano ancora disperse.
Il bilancio dello scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto nei pressi di Urda, in provincia di Toledo, è salito ad almeno 69 morti. Un convoglio AVE della compagnia ferroviaria nazionale Renfe ha tamponato un treno dell’operatore privato Iryo sulla linea Madrid-Siviglia. Oltre cento persone sono rimaste ferite nello scontro, e cinquanta di loro erano ancora ricoverate in ospedale secondo l’ultimo bilancio disponibile.
Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale. Tra le persone di cui non si ha ancora conferma figurano due cittadine italiane, una italo-venezuelana e una italo-argentina, che secondo la Farnesina risultano ancora disperse.
Il primo rapporto tecnico dell’agenzia spagnola per le indagini sugli incidenti dei trasporti, l’AITAT, offre ora i primi elementi sulla dinamica dell’impatto. Il treno AVE avrebbe colpito il convoglio Iryo a una velocità stimata tra i 160 e i 200 chilometri orari. Il treno Iryo, secondo la ricostruzione dell’agenzia, era fermo davanti al segnale d’ingresso E242 della stazione di Urda nel momento in cui è stato raggiunto dal convoglio ad alta velocità.
Il 30 ottobre l’AITAT ha reso noto il recupero dei registratori di bordo di entrambi i convogli, ora sotto custodia della Guardia Civil. I dati contenuti nei dispositivi dovrebbero permettere di ricostruire con maggiore precisione le fasi che hanno preceduto la collisione, inclusa la velocità effettiva di marcia dei due treni e il rispetto della segnaletica da parte del personale di bordo.
Resta aperta anche la questione dell’identificazione delle vittime. Alla giornata del 30 ottobre una parte dei resti recuperati sul luogo dello schianto non risultava ancora identificata: un’operazione che, nei disastri ferroviari di questa portata, richiede tempi lunghi per il numero di persone coinvolte.
Lo scontro ha coinvolto due operatori che condividono la stessa infrastruttura ad alta velocità: Renfe, la compagnia ferroviaria nazionale spagnola, e Iryo, l’operatore privato attivo sulla medesima linea Madrid-Siviglia. La dinamica ricostruita finora — un convoglio fermo davanti al segnale d’ingresso di una stazione, raggiunto da un altro treno in transito — è ora al centro dell’indagine tecnica avviata dall’AITAT, che ha reso pubblici questi primi elementi a due giorni dall’incidente.
La notizia del bilancio aggiornato e della stima di velocità arriva da due ricostruzioni indipendenti: quella di El País, basata sulla nota tecnica dell’AITAT, e quella di Cadena SER, che incrocia lo stesso rapporto con fonti dell’agenzia di stampa EFE. Entrambe convergono sulla forchetta di velocità tra 160 e 200 chilometri orari e sulla posizione del treno Iryo davanti al segnale E242.
Il prossimo passaggio dell’inchiesta riguarda l’analisi dei dati estratti dai registratori di bordo, che dovranno stabilire con precisione la velocità reale di marcia dei due convogli nei secondi precedenti l’impatto e se la segnaletica lungo la linea sia stata rispettata dal personale in servizio.
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