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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi domenica 1 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Trattative no-stop a Doha e Teheran per evitare una nuova guerra tra Usa e Iran

Mediatori lavorano senza sosta tra Qatar e Iran per scongiurare la ripresa del conflitto, mentre Washington ridispiega forze in Medio Oriente e Trump parla di «uno o due obiettivi» ancora da affrontare.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Pareekshith Indeever su Pexels

Si moltiplicano le trattative fra mediatori internazionali e Teheran per evitare che il conflitto fra Stati Uniti e Iran riprenda dopo la tregua in vigore. Secondo quanto riportato, a Teheran si sono svolte discussioni descritte come «maratona», proseguite poi a Doha con i mediatori qatarioti, in un clima definito di segnali positivi ma accompagnato, da entrambe le parti, da preparativi che lasciano intendere la possibilità di un ritorno alle armi.

I negoziatori iraniani si trovano a Doha per colloqui con i mediatori del Qatar dopo discussioni durate più di dodici ore a Teheran, secondo quanto riferito da Reuters e ripreso da testate arabe. Parallelamente, l’esercito statunitense sta ridispiegando le proprie forze in Medio Oriente, un movimento che precederebbe un eventuale nuovo ordine del presidente Donald Trump di colpire obiettivi in Iran.

Lo stesso Trump, parlando ai giornalisti a Palm Beach il 31 ottobre, ha detto che i colloqui con l’Iran stanno procedendo bene. Il presidente americano ha aggiunto che resterebbero «uno o due obiettivi» da affrontare, sostenendo al tempo stesso che le capacità nucleari iraniane sarebbero già state distrutte dalle operazioni precedenti.

Fra i siti citati da Trump figura Pickaxe Mountain, un nome che secondo il Times of Israel viene indicato dall’intelligence occidentale come possibile luogo di stoccaggio di materiale nucleare iraniano, e che non risulterebbe finora colpito dagli Stati Uniti nel corso del conflitto in atto.

Il quadro che emerge da queste ore è quello di un doppio binario: da un lato trattative diplomatiche che proseguono su più tavoli, dall’altro una postura militare americana che non esclude un’ulteriore azione. Le prossime ore a Doha diranno se le discussioni avviate dopo la maratona negoziale di Teheran produrranno un’intesa stabile o se i movimenti di truppe americani in Medio Oriente anticiperanno un nuovo capitolo del conflitto.

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