Polonia, Bruxelles assegna al Sejm la scelta degli otto giudici costituzionali
La Commissione europea richiama l'articolo 194 della Costituzione polacca e la giurisprudenza dell'Unione sulla nomina degli otto giudici del Tribunale costituzionale da parte del Sejm, mentre cinque giudici restano ancora fuori dalle funzioni.
La Commissione europea è intervenuta nella disputa istituzionale polacca sulla composizione del Tribunale costituzionale, richiamando l’articolo 194 della Costituzione polacca e la giurisprudenza dell’Unione sulla scelta degli otto giudici costituzionali, una scelta che la Commissione attribuisce al Sejm, la camera bassa del parlamento polacco. Lo riporta Sbircia la Notizia, citando una comunicazione della Commissione europea datata 31 ottobre; si tratta al momento dell’unica fonte disponibile sulla vicenda.
La dichiarazione della Commissione orienta la posizione politica dell’Unione sulla questione, ma non produce da sola l’insediamento effettivo dei giudici: la Commissione non ha poteri diretti per imporre la nomina, e la sua posizione resta dunque un indirizzo politico piuttosto che un atto vincolante immediato.
Sul terreno, la situazione resta sospesa: cinque giudici non esercitano ancora le proprie funzioni all’interno del Tribunale costituzionale, una condizione che deriva dall’intreccio tra giuramenti contestati da una parte e sentenze delle corti europee dall’altra.
Nell’esame della vicenda, la comunicazione della Commissione ha preso in considerazione un insieme di atti giuridici distinti: il parere della Commissione di Venezia, organismo consultivo del Consiglio d’Europa sulle questioni costituzionali; una misura adottata a Strasburgo; la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea identificata come C-448/23; e una pronuncia polacca indicata come K 3/26.
Questo insieme di riferimenti — un parere consultivo, una misura europea, una sentenza della Corte di giustizia e una pronuncia nazionale — compone il quadro giuridico su cui la Commissione ha costruito la propria posizione del 31 ottobre. La convergenza di fonti di diverso livello, da quelle consultive a quelle giurisdizionali, riflette la complessità di una vicenda che intreccia il diritto costituzionale polacco con l’ordinamento dell’Unione.
Resta aperta, allo stato attuale, la questione concreta di come e quando i cinque giudici ancora esclusi potranno tornare a esercitare le proprie funzioni, un passaggio che dipenderà dagli sviluppi istituzionali interni al Sejm più che dalla sola presa di posizione di Bruxelles.
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