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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI · Analisi giovedì 5 novembre 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

BepiColombo entra in orbita attorno a Mercurio dopo sette anni di viaggio

La missione congiunta ESA-JAXA, con quattro esperimenti italiani a bordo, completa a novembre le manovre di inserimento in orbita del pianeta più vicino al Sole.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Zelch Csaba su Pexels

Dopo sette anni di navigazione interplanetaria, la sonda congiunta dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Giapponese arriva al momento decisivo: a novembre 2026 sono previste le manovre che porteranno il Mercury Planetary Orbiter e il Mercury Magnetospheric Orbiter a inserirsi stabilmente nell’orbita di Mercurio, secondo quanto comunicato dall’Agenzia Spaziale Europea.

L’Italia è responsabile di 4 degli 11 esperimenti scientifici a bordo della missione, un contributo che conferma il ruolo della ricerca nazionale in uno dei progetti più complessi dell’esplorazione planetaria europea, come riporta anche Global Science citando fonti ASI ed ESA.

L’ESA descrive l’inserimento in orbita come il passaggio cruciale per il successo scientifico dell’intero progetto, definendo BepiColombo la seconda missione mai realizzata per orbitare attorno a Mercurio e la più complessa dal punto di vista tecnico. Solo al termine di questa sequenza di manovre gli strumenti a bordo potranno iniziare a raccogliere i dati per cui sono stati progettati.

Il viaggio durato sette anni è stato scandito da una serie di sorvoli planetari, utilizzati per modificare progressivamente velocità e traiettoria della sonda fino a renderla compatibile con la cattura gravitazionale di Mercurio, pianeta notoriamente difficile da raggiungere per la vicinanza al Sole e per l’intensa attrazione solare che complica l’avvicinamento.

Il contributo italiano, concentrato su quattro dei complessivi undici strumenti scientifici, riguarda strumentazione per lo studio della composizione superficiale e del campo magnetico del pianeta. Con il completamento delle manovre di novembre si apre la fase operativa della missione, quella in cui i dati raccolti inizieranno a essere analizzati dai team scientifici coinvolti nei prossimi mesi.

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