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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Europa · Analisi sabato 7 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Allarmi bomba, Madrid parla di guerra psicologica dopo le nuove evacuazioni

Dopo la seconda ondata di falsi allarmi registrata ieri, arrivano le prime reazioni istituzionali: il governo irlandese ipotizza una campagna coordinata, il ministro degli Esteri spagnolo parla di aggressione ibrida, Mosca nega.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Keegan Checks su Pexels

Dopo la seconda giornata consecutiva di falsi allarmi bomba contro voli, aeroporti e redazioni in Europa, arrivano le prime reazioni istituzionali pubbliche sul fenomeno. Tra gli episodi più rilevanti figurano le evacuazioni che hanno coinvolto redazioni di giornali e televisioni a Dublino, avvenute alla vigilia di un vertice europeo. Lo riferiscono Geopolitical Briefings e Sarno Notizie. In nessuno dei controlli condotti dopo gli allarmi è stato trovato un esplosivo, elemento che rafforza l’ipotesi di una campagna di minacce prive di pericolo fisico immediato ma capace comunque di generare interruzioni operative e allarme pubblico diffuso.

Il governo irlandese ha parlato di una probabile campagna coordinata dietro la sequenza di minacce, senza fornire ulteriori dettagli sulla loro origine. Ha preso posizione pubblica anche il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che ha definito l’ondata di allarmi un’aggressione ibrida.

«aggressione ibrida e guerra psicologica» — José Manuel Albares, ministro degli Esteri spagnolo

Mosca ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, secondo la stessa fonte. Gli investigatori, riferisce Geopolitical Briefings, stanno al momento cercando di stabilire se esista un collegamento tra questa ondata di allarmi bomba e gli attacchi informatici che nelle ultime settimane hanno colpito infrastrutture e servizi civili in diversi paesi europei — un filo che, se confermato, trasformerebbe episodi apparentemente slegati in un’unica campagna contro la sicurezza pubblica del continente. L’ipotesi di una regia unica non è stata verificata dagli investigatori.

Al momento nessuna delle fonti consultate indica una matrice accertata per gli allarmi, né un responsabile identificato: le dichiarazioni di Dublino e Madrid restano ipotesi politiche, non conclusioni di un’indagine formale. La vicenda si colloca in un contesto di crescente attenzione sulla sicurezza informatica e fisica delle infrastrutture europee, in cui falsi allarmi e sabotaggi digitali vengono ormai esaminati congiuntamente dagli osservatori citati dalle fonti disponibili.

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