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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Cronache · Analisi sabato 7 novembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Alluvione di Massa Carrara, la sentenza c'è ma i risarcimenti restano fermi

Dodici anni dopo l'esondazione del Carrione, il Tribunale di Torino ha quantificato le somme dovute a famiglie e aziende. I pagamenti non sono ancora arrivati.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Christian Wasserfallen su Pexels

Sono passati dodici anni dal crollo dell’argine destro del torrente Carrione, a Massa Carrara, esondato il 5 novembre 2014 e all’origine di danni estesi a case e attività produttive. Le famiglie colpite attendono ancora di vedere liquidato il risarcimento, nonostante una pronuncia giudiziaria che ha fissato cifre precise.

Il Tribunale di Torino ha depositato ad agosto una sentenza dichiarata provvisoriamente esecutiva, che quantifica in 1,8 milioni di euro — tra danni, interessi e rivalutazione — le somme spettanti a diciotto nuclei familiari e a tre aziende coinvolte nell’alluvione. Si tratta di un passaggio che sposta la vicenda dal piano dell’accertamento a quello, teoricamente più semplice, dell’esecuzione: la sentenza stabilisce chi deve ricevere cosa, ma non equivale al pagamento effettivo.

Tra le famiglie interessate c’è chi, in questi anni, ha dovuto sostituire mobili, oggetti e abiti perduti nell’esondazione senza alcun ristoro economico, anticipando di tasca propria spese che la sentenza riconosce ora come dovute. È una condizione che riguarda l’intero gruppo dei ricorrenti, non un caso isolato: dodici anni separano l’evento dalla quantificazione del danno, e il tempo che ancora separerà la quantificazione dal pagamento resta, al momento, non definito.

Il caso si inserisce in una dinamica più ampia che riguarda le alluvioni italiane degli ultimi anni: il tempo che intercorre tra l’evento, l’accertamento dei danni e il loro effettivo risarcimento si misura spesso in anni, quando non in decenni, indipendentemente dall’esito favorevole dei procedimenti giudiziari. La sentenza provvisoriamente esecutiva dà in teoria titolo alle famiglie per procedere, ma la distanza tra il diritto riconosciuto e la somma effettivamente incassata resta, a oggi, il punto non risolto della vicenda.

Su questa notizia esiste al momento un’unica origine (La Nazione, che riporta il contenuto della sentenza del Tribunale di Torino); non è disponibile una conferma indipendente della cifra complessiva o dei tempi previsti per l’erogazione dei risarcimenti.

Il fascicolo resta aperto sul fronte esecutivo: la sentenza fissa gli importi dovuti a diciotto famiglie e tre aziende, ma non la data in cui tali somme verranno effettivamente corrisposte.

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