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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Economia e Mercati sabato 7 novembre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Wall Street teme la stretta sui data center dell'IA dopo il voto in Texas

Dietro il crollo di giovedì a Wall Street, secondo una stima di Goldman Sachs, c'è il timore che la vittoria democratica in Texas apra la strada a nuove restrizioni sui data center dell'intelligenza artificiale.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Christina Morillo su Pexels

Alla base delle vendite che giovedì 5 novembre hanno colpito Wall Street — con l’S&P 500 in calo del 4,36%, il Nasdaq del 5,52% e il Dow Jones del 3,44% — c’è un elemento politico specifico, secondo quanto riportano Investor Market Report e Traderlink: la vittoria democratica in Texas, uno dei principali poli statunitensi per i data center dell’intelligenza artificiale.

Secondo una stima di Goldman Sachs, ripresa da Reuters e riportata da Investor Market Report, fino al 45% della capacità di data center attualmente pianificata negli Stati Uniti potrebbe essere esposta a nuove restrizioni o a rallentamenti nelle autorizzazioni. La banca d’affari precisa che non si tratta di progetti già cancellati, ma di capacità che potrebbe incontrare ostacoli normativi nei prossimi mesi, in un territorio — il Texas — che finora aveva offerto condizioni favorevoli alla costruzione di nuovi impianti.

Il meccanismo che gli investitori temono è semplice: i data center dell’intelligenza artificiale richiedono enormi quantità di energia e di acqua per il raffreddamento, risorse che in molte aree sono già sotto pressione. Un cambio di maggioranza politica in uno snodo infrastrutturale come il Texas introduce quindi un’incognita regolatoria proprio nel momento in cui il settore tecnologico ha bisogno di certezze sui tempi di realizzazione dei propri progetti.

La stima di Goldman Sachs non equivale a una previsione di blocco: descrive un’esposizione possibile, non un esito già scritto. Resta da vedere nelle prossime settimane se le nuove maggioranze locali tradurranno davvero le preoccupazioni ambientali ed energetiche in norme concrete che rallentino la capacità pianificata, o se il timore degli investitori si rivelerà più marcato della realtà normativa.

Wall Street trascina in rosso le borse europee, Milano tiene i 50mila punti

Dopo il crollo di giovedì a Wall Street per i timori sulla regolamentazione dell'intelligenza artificiale, le borse europee chiudono comunque in ribasso venerdì nonostante il rimbalzo del Nasdaq.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di DΛVΞ GΛRCIΛ su Pexels

Giovedì Wall Street ha visto evaporare complessivamente 3.200 miliardi di dollari di capitalizzazione, nella sessione peggiore da aprile 2025: il Dow Jones ha perso il 3,4%, l’S&P 500 il 4,4% e il Nasdaq Composite il 5,5%. Secondo Quotidiano Nazionale, unica fonte disponibile su questi dati — e quindi senza conferma indipendente al momento — il crollo è legato ai timori che i Democratici, dopo le vittorie alle midterm statunitensi, possano frenare lo sviluppo dei data center per l’intelligenza artificiale. Nella stessa seduta le azioni dei produttori asiatici di semiconduttori sono crollate: Tsmc ha perso il 4,7%, Samsung Electronics il 6,4% e SK Hynix il 10,4%.

L’onda lunga di quel crollo si è fatta sentire anche venerdì in Europa, nonostante un rimbalzo di circa un punto percentuale del Nasdaq nella seduta successiva. Francoforte ha chiuso in calo dell’1,92%, Londra dell’1,01% e Parigi dello 0,81%, secondo i dati diffusi da ANSA. Milano ha ceduto lo 0,90%, ma il Ftse Mib è rimasto sopra i 50mila punti, a quota 50.052. Lo spread tra Btp e Bund è risalito in area 110-111 punti base, dopo il minimo di 104 toccato mercoledì.

Le vendite più pesanti si sono registrate ancora una volta in Asia: secondo Teleborsa, Tokyo ha chiuso a -5,96%, mentre altre fonti indicano un calo di circa il 6% anche per la borsa di Seul. Teleborsa attribuisce le vendite ai produttori di chip per l’intelligenza artificiale e alle preoccupazioni sui rendimenti degli investimenti nel settore, in linea con la lettura già emersa giovedì a Wall Street.

Il quadro che emerge da queste due sedute consecutive è quello di una correzione concentrata sul comparto tecnologico e sui titoli legati all’intelligenza artificiale, innescata negli Stati Uniti e propagatasi alle principali piazze asiatiche ed europee, con l’energia e i titoli meno esposti all’IA relativamente più stabili. Il Ftse Mib, pur in calo, resta l’unico tra i principali indici europei citati ad aver mantenuto la soglia psicologica dei 50mila punti.

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