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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Economia e Mercati giovedì 17 settembre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Stellantis punta al raddoppio della produzione a Mirafiori nel 2026

Il responsabile Europa del gruppo annuncia l'obiettivo per lo stabilimento torinese. Borsa in rialzo, ma la notizia resta per ora priva di conferme indipendenti.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Marivaldo Vivan su Pexels

Emanuele Cappellano, responsabile per l’Europa di Stellantis, ha annunciato che lo stabilimento di Mirafiori, a Torino, produrrà nel 2026 il doppio delle vetture assemblate nel 2025. La dichiarazione arriva in un momento delicato per il sito piemontese, tra i più discussi del gruppo negli ultimi anni per i livelli produttivi ridotti rispetto al passato.

Nella stessa giornata il titolo Stellantis ha chiuso in rialzo del 2,13% a Piazza Affari. La coincidenza temporale tra l’annuncio e il movimento in Borsa non basta da sola a stabilire un nesso di causa: le quotazioni azionarie riflettono in ogni sessione una pluralità di fattori — dagli scambi complessivi del comparto auto alle notizie macroeconomiche del giorno — e attribuire l’intero rialzo a una singola dichiarazione aziendale sarebbe una forzatura che i dati a disposizione non permettono di sostenere.

Va segnalato che, al momento, la notizia proviene da un’unica origine (MilanoFinanza); nessuna conferma indipendente è disponibile. Non è dato sapere, sulla base del materiale finora circolato, se l’obiettivo di raddoppio sia accompagnato da piani industriali dettagliati, investimenti specifici o tempistiche di assunzione, né se Stellantis abbia fornito i volumi produttivi del 2025 che fungono da base di paragone. L’annuncio, per come riportato, resta una dichiarazione di intenti da parte di un dirigente del gruppo, non un dato certificato da bilanci o comunicati ufficiali dell’azienda.

Mirafiori è uno degli stabilimenti storici di Stellantis in Italia e la sua produzione è seguita con attenzione da sindacati, istituzioni locali e osservatori del settore automobilistico per il suo peso occupazionale nell’area torinese. Un eventuale raddoppio dei volumi, se confermato da fonti aziendali ufficiali o da dati di produzione verificabili, rappresenterebbe un cambio di passo significativo rispetto alla traiettoria degli ultimi esercizi.

La Fed alza i tassi al 3,75%-4%, primo rialzo dal 2023

Il FOMC ha aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base; il nuovo "dot plot" mostra però forti divergenze tra i membri del Comitato sul percorso dei tassi nei prossimi due anni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Quang Vuong su Pexels

La Federal Reserve ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%-4%. Si tratta del primo rialzo dei tassi da parte della banca centrale statunitense dal luglio 2023, una svolta rispetto al ciclo di politica monetaria seguito fino a questo punto. La notizia proviene al momento da un’unica origine, la Federal Reserve stessa attraverso il proprio comunicato ufficiale; non risultano conferme indipendenti disponibili sui dettagli della decisione.

La decisione arriva dopo un dato di inflazione core PCE che si è collocato sopra il target del 2% fissato dalla banca centrale, insieme a segnali contrastanti sul mercato del lavoro statunitense. Il comunicato del FOMC non riporta le motivazioni interne al Comitato oltre a questi due elementi congiunturali, e non risultano al momento letture ulteriori disponibili sulla scelta di intervenire in questo contesto.

Il 16 settembre la Fed ha pubblicato anche il nuovo “dot plot”, il grafico che raccoglie le proiezioni individuali dei membri del FOMC sul percorso futuro dei tassi. Il documento mostra una dispersione di opinioni marcata: per la fine del 2026 alcuni membri indicano la possibilità di ulteriori rialzi, tra un quarto e mezzo punto percentuale. Le proiezioni non specificano se altri membri prevedano invece una stabilizzazione entro lo stesso orizzonte. Per la fine del 2027 le proiezioni dei singoli membri del Comitato si distanziano di circa un punto percentuale, un divario che segnala l’assenza di una linea condivisa sul medio periodo.

Questa divergenza interna al FOMC segnala che, pur avendo agito compatto sulla decisione di settembre, il Comitato resta diviso sulla traiettoria da seguire nei prossimi due anni. Il prossimo “dot plot”, atteso nei mesi successivi, sarà il primo riferimento utile per verificare se la dispersione attuale tra i membri si sia ridotta o ampliata.

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