Un drone colpisce la raffineria di Jaroslavl, in Russia benzina introvabile in una stazione su due
Nella notte fra il 16 e il 17 settembre un attacco ucraino ha danneggiato un impianto di raffinazione russo, mentre un'analisi indipendente segnala carenze diffuse di carburante nel paese.
Come raccontato stamattina, la tregua energetica proposta da Trump il 14 settembre era già saltata entro quarantotto ore. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026 arriva un nuovo sviluppo sullo stesso fronte: secondo il governatore della regione di Jaroslavl, citato da Deutsche Welle in lingua ucraina, un attacco di droni ucraini ha danneggiato una raffineria nel territorio da lui amministrato.
Il governatore Mikhail Evraev ha reso noto che le fiamme sviluppatesi nell’impianto risultavano ormai domate; nella zona circostante sono state segnalate vetrate infrante in alcuni condomini e danni riportati da alcune automobili. La raffineria colpita, la Slavneft-Yanos, ha una capacità indicata di circa 15 milioni di tonnellate di petrolio lavorato l’anno.
A completare il quadro arriva oggi un’analisi separata di Novaya Gazeta Europa, basata sui dati del servizio gdebenzin: al 15 settembre, la benzina di tipo AI-92 non era disponibile nel 45% delle stazioni di servizio russe monitorate, e l’AI-95 nel 53%. La stessa testata conta 23 attacchi ucraini riusciti contro raffinerie russe nel solo mese di agosto 2026.
I due elementi — l’attacco a Jaroslavl e il quadro sulla disponibilità di carburante — provengono da fonti distinte e riguardano piani diversi: il primo è un episodio militare puntuale attribuito alle autorità regionali russe, il secondo è un’analisi di mercato costruita su dati raccolti da un servizio di monitoraggio. Nessuna delle due fonti conferma direttamente l’altra, ma insieme restituiscono la stessa direzione: la campagna ucraina contro le infrastrutture petrolifere russe, aperta da settimane, continua a incidere sulla disponibilità di carburante all’interno della Russia.
Non è possibile, sulla base di questi estratti, stabilire un nesso diretto e quantificato tra il singolo attacco di Jaroslavl e la percentuale di stazioni senza benzina rilevata dieci giorni prima. Restano quindi due fatti distinti che si leggono nello stesso contesto, non un’unica sequenza causale accertata.