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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Italia sabato 7 novembre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Dati di Tajani sul dark web, Meloni condanna anche le immagini false del ministro

I dati personali del ministro degli Esteri sono comparsi nella lista degli hacker filorussi NoName057(16); Palazzo Chigi collega la vicenda alla polemica su un'immagine falsa diffusa da un esponente dell'opposizione.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Efrem Efre su Pexels

I dati personali del ministro degli Esteri Antonio Tajani sono comparsi il 7 novembre sul dark web, inseriti in una lista pubblicata dal collettivo di hacker filorussi NoName057(16). Lo riportano TuttoNotizie e Sarno Notizie, che citano rispettivamente una nota di Palazzo Chigi e la rassegna stampa nazionale della giornata.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha reagito con una nota diffusa da Palazzo Chigi, nella quale ha espresso solidarietà al ministro per la diffusione dei suoi dati da parte degli hacker. Nello stesso testo, Meloni ha però collegato la vicenda a un secondo episodio: la circolazione di immagini false di Tajani, diffuse — scrive la premier — anche da esponenti dell’opposizione.

«immagini false, diffuse anche da esponenti dell’opposizione» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

Il riferimento è a un post pubblicato dal presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, che conteneva una fotografia manipolata del ministro degli Esteri. Dopo le polemiche seguite alla pubblicazione, Bonaccini ha rimosso il post, definendolo un meme ironico.

«meme ironico» — Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, eurodeputato

La nota di Palazzo Chigi tiene dunque insieme due vicende di natura diversa — un attacco informatico esterno attribuito a un collettivo filorusso e una polemica politica interna su un’immagine manipolata — presentandole come due facce dello stesso problema: la circolazione di contenuti falsi o illecitamente sottratti su una figura istituzionale. Resta da vedere se la pubblicazione dei dati da parte di NoName057(16) avrà conseguenze concrete oltre alla loro comparsa online, e se la vicenda del post rimosso da Bonaccini avrà seguiti politici nei prossimi giorni.

Altieri ritira la candidatura alla presidenza dell'Anac

Un giorno dopo l'avvio dell'iter di nomina deliberato dal governo, Trifone Altieri rinuncia alla presidenza dell'Autorità nazionale anticorruzione: scontro aperto tra maggioranza e opposizioni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Regan Dsouza su Pexels

Il Consiglio dei ministri aveva deliberato giovedì 6 novembre l’avvio della procedura per la nomina di Trifone “Nuccio” Altieri alla presidenza dell’Autorità nazionale anticorruzione. Appena un giorno dopo, il 7 novembre, Altieri ha annunciato il ritiro della propria disponibilità, chiudendo nel giro di ventiquattr’ore un passaggio istituzionale che aveva già acceso lo scontro politico.

Il governo aveva difeso la designazione e la correttezza del proprio operato fin dal primo momento, respingendo le obiezioni sollevate dalle opposizioni sulla scelta del nome. Secondo quanto riferito da Repubblica, parte della contestazione verteva sulla norma che esclude dalla nomina alla presidenza dell’Anac chi abbia ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti: un requisito che, nella lettura delle opposizioni, rendeva la designazione di Altieri problematica fin dall’origine.

La procedura di nomina del presidente dell’Anac non è un atto che il governo può concludere da solo. Il Sole 24 Ore ricorda che l’insediamento richiede il parere favorevole di almeno due terzi delle commissioni parlamentari competenti, una soglia che impone necessariamente una convergenza larga, difficile da raggiungere in un clima di scontro aperto come quello che ha accompagnato questa designazione fin dalle prime ore.

Nel frattempo l’Autorità resta in una condizione di provvisorietà: Repubblica riferisce che i vertici attuali sono stati prorogati per 45 giorni, ma con poteri limitati rispetto all’ordinaria amministrazione. È in questo spazio di tempo ristretto che il governo dovrà individuare un nuovo nome, se vorrà evitare che la proroga scada senza una soluzione definitiva.

Il caso Altieri si inserisce in un braccio di ferro istituzionale più ampio tra esecutivo e opposizioni sulle nomine nei vertici delle autorità indipendenti, un terreno su cui il numero dei due terzi richiesti in commissione agisce di fatto come potere di veto per le minoranze parlamentari. Resta da vedere quale nome il governo sceglierà di proporre nei 45 giorni di proroga ora in corso, e se riuscirà a trovare un candidato capace di superare lo sbarramento parlamentare che ha bloccato la prima designazione.

Messina, incendio danneggia la storica sede della Camera di Commercio

Le fiamme hanno colpito piani superiori e copertura dell'edificio, simbolo della ricostruzione dopo il terremoto del 1908. Nessun ferito, cause ancora da accertare.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di F. Hektor su Pexels

Un incendio si è sviluppato nel pomeriggio del 5 novembre nella sede della Camera di Commercio di Messina, interessando i piani superiori e parte della copertura dell’edificio. Secondo quanto riportato da 98zero, una porzione del tetto sarebbe ceduta sotto l’azione delle fiamme; l’edificio è stato evacuato e non si registrano feriti. Le cause dell’incendio restano da accertare.

Su questa vicenda la notizia proviene al momento da un’unica origine (98zero); nessuna conferma indipendente è al momento disponibile.

L’edificio colpito non è un palazzo qualunque nel tessuto urbano messinese. La sede della Camera di Commercio appartiene al gruppo di costruzioni realizzate nella prima metà del Novecento durante la ricostruzione della città dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, uno degli eventi sismici più devastanti della storia europea, che rase al suolo gran parte di Messina e Reggio Calabria. Gli edifici pubblici eretti in quella fase — municipi, sedi istituzionali, palazzi commerciali — costituiscono ancora oggi un patrimonio architettonico che racconta la rinascita della città lungo lo Stretto, spesso con soluzioni antisismiche sperimentali per l’epoca.

Un danno alla copertura e ai piani superiori di un edificio di questo tipo non riguarda solo la funzionalità amministrativa dell’ente che lo occupa, ma tocca anche la tenuta di un patrimonio storico concentrato in un’area urbana dove le testimonianze pre-1908 sono quasi del tutto assenti. La verifica dell’entità dei danni strutturali e dei tempi di eventuale restauro non è ancora nota.

Al momento restano accertati due soli elementi: l’assenza di feriti e il danneggiamento della copertura. Ogni altro dettaglio — dall’estensione dei danni interni alle cause del rogo — richiede conferme che allo stato non sono disponibili da fonti ulteriori rispetto a quella citata.

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  • Il governo impugna la legge veneta sul fine vita

    Il Consiglio dei ministri ha deciso di portare davanti alla Corte costituzionale la legge con cui la Regione Veneto disciplina il suicidio medicalmente assistito. La mossa arriva sette anni dopo la sentenza della Consulta che ha reso non punibile l'aiuto a morire in presenza di determinate condizioni, senza che il Parlamento abbia mai approvato una legge nazionale sulla materia. Il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi ha sostenuto pubblicamente la scelta dell'esecutivo. Corcianonline.

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  • Manovra, sindacati a Palazzo Chigi il 13 novembre

    Il governo ha convocato le organizzazioni sindacali per un confronto sulla legge di bilancio fissato per il 13 novembre. Il termine per presentare gli emendamenti al testo scade il 17 novembre. Nel frattempo sono già previste mobilitazioni nel settore della scuola per l'11 novembre e una manifestazione nazionale della Cgil il 20 novembre. Metro.

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  • Anac, il nuovo nome arriva lunedì in Cdm

    Dopo il ritiro di Nuccio Altieri annunciato questa mattina, il vicepremier Matteo Salvini ha reso noto che un nuovo nome per la presidenza dell'Autorità nazionale anticorruzione sarà portato in Consiglio dei ministri lunedì. Lo stesso giorno inizieranno le audizioni parlamentari sulla manovra con imprese, banche, sindacati e Regioni; il ministro Giorgetti sarà ascoltato giovedì 12 novembre. Pavia Uno TV.

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