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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia giovedì 17 settembre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Legge elettorale, la discussione alla Camera parte il 28 settembre

Il ministro Ciriani annuncia il calendario del passaggio alla Camera: dibattito generale dal 28 settembre, voto finale atteso nella prima settimana di ottobre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Christian Wasserfallen su Pexels

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha reso noto il calendario del passaggio alla Camera della riforma della legge elettorale. Secondo quanto annunciato, la conferenza dei capigruppo ha stabilito che la discussione generale sul provvedimento inizierà lunedì 28 settembre. Ciriani ha inoltre indicato che il voto finale è atteso nella prima settimana di ottobre. L’annuncio è arrivato a margine del forum “Risorsa Mare”, che si è tenuto alla Spezia.

Il calendario fissato dalla conferenza dei capigruppo restituisce una scansione precisa a un passaggio parlamentare che, fino a questo annuncio, non aveva una data certa per l’avvio dell’esame alla Camera. La discussione generale è la fase che precede l’esame degli articoli e degli emendamenti in Aula, prima del voto conclusivo sul testo.

L’indicazione di Ciriani dà per la prima volta una collocazione temporale precisa al passaggio parlamentare della riforma: la data del 28 settembre per l’avvio della discussione e la finestra di inizio ottobre per il voto conclusivo.

Restano da vedere alcuni elementi che l’annuncio non specifica: la durata prevista della discussione generale, il numero di emendamenti che i gruppi parlamentari intendono presentare, e se la finestra indicata per il voto finale, la prima settimana di ottobre, corrisponda a una data già concordata con i capigruppo o resti una stima politica del ministro.

La cornice in cui è arrivato l’annuncio — un forum dedicato al tema del mare, non una sede parlamentare — segnala che si è trattato di una dichiarazione politica a margine di un evento diverso, non di una comunicazione formale al Parlamento. Il provvedimento affronta ora l’esame alla Camera secondo il calendario appena reso noto, e le prossime settimane diranno se quel calendario troverà conferma nei lavori dell’Aula.

Ex Ilva, la Corte d'Appello conferma lo stop all'area a caldo: Cassazione il 20 ottobre

Respinta l'istanza di sospensiva di Ilva e Acciaierie d'Italia: il blocco resta fissato al 28 ottobre. Intanto partono i primi licenziamenti nell'indotto e il governo rinvia il decreto atteso.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Willians Huerta su Pexels

Il 29 agosto avevamo raccontato come il decreto-legge 154/2026 avesse accorciato la durata delle fideiussioni sulle discariche interne senza però toccare il nodo dell’assetto industriale, lasciando fermo il termine del 28 ottobre per lo spegnimento dell’area a caldo (ne avevamo scritto qui). L’11 settembre 2026 quel termine ha ricevuto una conferma giudiziaria: la Corte d’Appello civile di Milano ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, secondo quanto riporta ANSA. Nella motivazione, la Corte ha scritto che «il diritto alla salute prevale sull’impresa».

La partita non si chiude qui. Cinque giorni dopo, la Corte di Cassazione ha calendarizzato la discussione dei ricorsi straordinari contro il decreto milanese, indicando come data l’udienza pubblica del 20 ottobre 2026 davanti alle Sezioni Unite Civili, come riferisce ancora ANSA. Restano otto giorni tra l’udienza e la scadenza del 28 ottobre: un margine stretto per un eventuale intervento della Suprema Corte prima dello spegnimento degli impianti.

Sul piano occupazionale la vicenda ha già prodotto effetti concreti. Il 4 settembre sono state inviate lettere di licenziamento a 2.500 lavoratori dell’ex Ilva, mentre circa 3.000 dipendenti risultano già in cassa integrazione, secondo quanto documentato da TarantoToday. I numeri riguardano l’indotto e la filiera collegata allo stabilimento, non l’intero organico del gruppo.

Sul fronte governativo, il decreto-legge atteso in Consiglio dei ministri è stato rinviato in attesa della pronuncia della Corte d’Appello sull’istanza di proroga della fermata dell’area a caldo, come conferma PeaceLink. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha spiegato che il provvedimento è «già confezionato, sarà ripresentato appena avremo la nuova decisione della Corte di Appello».

Con la sospensiva respinta, il calendario giudiziario e quello industriale corrono ora paralleli: la Cassazione deciderà il 20 ottobre, otto giorni prima della scadenza fissata per lo spegnimento dell’area a caldo, mentre il testo del decreto atteso a Palazzo Chigi resta sospeso in attesa di quella stessa decisione.

Bollo sospeso per un anno, Meloni: 'Vorrei arrivare a fine legislatura'

Un decreto del Consiglio dei ministri esenta per il 2027 auto piccole e medie e motocicli dal bollo; in conferenza stampa la premier apre alla fiducia sulla legge elettorale e non esclude elezioni anticipate.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Alec Doualetas su Pexels

Il governo Meloni ha approvato un decreto che sospende per un anno la tassa di possesso obbligatoria su un’ampia fascia di veicoli. L’esenzione riguarderà nel 2027 le auto con potenza fino a 80 kW e tutti i motocicli, per un solo veicolo a testa: secondo il Corriere della Sera la platea comprende un solo bollo, quello di importo più basso, per ogni persona. La misura interesserà, secondo quanto riferito, 14,5 milioni di veicoli e sarà in vigore dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027.

Nella bozza del decreto è previsto un trasferimento di 2.293,5 milioni di euro alle Regioni e alle Province autonome per il 2027, a compensazione del mancato gettito. Al provvedimento si affianca una proroga, più ridotta rispetto al passato, dello sconto sulle accise dei carburanti: secondo la Repubblica lo sconto sul diesel scende a 12,2 centesimi di euro al litro dal 18 al 25 settembre, per poi ridursi ulteriormente a 6,1 centesimi fino al 5 ottobre. Il Corriere della Sera colloca la misura nel contesto di un’inflazione annua di agosto salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio.

«Lo schema è quello del governo Berlusconi sulla casa» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

Il riferimento della premier accompagna la presentazione della misura sul bollo, descritta come un’esenzione temporanea e non come un’abolizione strutturale.

La stessa giornata ha visto Giorgia Meloni comparire a sorpresa in conferenza stampa a Palazzo Chigi, in un’uscita pubblica riferita da un’unica fonte (Il Messaggero); non risultano al momento conferme indipendenti sui contenuti specifici dell’intervento. La premier ha dichiarato l’intenzione di completare il mandato, rivendicando la stabilità dell’attuale maggioranza di governo.

«Vorrei arrivare alla fine della legislatura» — Giorgia Meloni, presidente del Consiglio

Meloni non ha escluso un ritorno anticipato alle urne nel caso in cui la legge elettorale venisse bocciata alla Camera con il voto segreto, legando così l’esito del provvedimento istituzionale alla tenuta stessa dell’esecutivo. Il testo della riforma elettorale, già approvato dal Senato, è atteso in terza lettura alla Camera a partire dal 28 settembre.

Il decreto sul bollo e sulle accise dovrà ora seguire il consueto iter di conversione, mentre il confronto sulla legge elettorale si sposta sui tempi e sui numeri del voto segreto alla Camera.

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