Ultim'ora del giovedì 10 settembre 2026
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- 21:00
Yemen, gli Houthi prendono Mokha e avanzano verso lo stretto di Bab el-Mandeb
Quattro fonti militari yemenite citate da Reuters riferiscono che gli Houthi hanno preso la città costiera di Mokha, sul Mar Rosso, mentre le forze governative si ridispiegano verso sud, nell’area di Dhubab, di fronte all’isola di Perim. A AFP un responsabile governativo ha detto: «Gli Houthi avanzano verso Bab el-Mandeb dopo la presa di Mokha» (trad. dall’arabo). Le ricostruzioni risalgono tutte a fonti del governo yemenita: nessuna conferma indipendente sul terreno, nessuna versione della controparte. Il controllo di Dhubab e Perim è considerato decisivo per il passaggio delle navi; la tregua ONU del 2022 regge dal 2022 in forma fragile.
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- 21:00
Il decennale americano al 4,85%, massimo da ottobre 2023
Il rendimento del Treasury a dieci anni resta intorno al 4,85%, il livello più alto da ottobre 2023, secondo i dati riportati da Reuters. Il Tesoro statunitense ha annunciato riacquisti fino a 6 miliardi di dollari di titoli fuori corso, contro i 4 miliardi indicati in precedenza dal segretario Bessent: una cifra che ha comunque deluso parte del mercato. Mercoledì l’asta da 39 miliardi sul decennale si è chiusa al 4,834%, con domanda pari a 2,71 volte l’offerta, la più alta dal 2019 (Business Recorder). Oggi il collocamento di 22 miliardi sul trentennale.
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- 12:00
Il Brent consolida sopra 101 dollari, Trump: nessun sollievo sui carburanti prima di novembre
Nella seduta del 10 settembre il Brent segna 101,25 dollari al barile (+0,04% sulla chiusura precedente), dopo +13,88% in un mese e +52,56% su base annua secondo la rilevazione di Trading Economics. L’elemento nuovo rispetto alla chiusura di ieri sera è la previsione del presidente statunitense Donald Trump: il conflitto con l’Iran non finirà prima delle elezioni di metà mandato di novembre e un calo marcato dei prezzi alla pompa è improbabile fino ad allora (agenda EFE). Le scorte statunitensi di greggio sono calate di 0,3 milioni di barili. Atteso in giornata il rapporto mensile Opec.
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- 12:00
Colonie, Israele valuta nuove ritorsioni contro i dodici governi firmatari
Dopo il divieto di importazione dei prodotti degli insediamenti in Cisgiordania annunciato l’8 settembre da dodici governi — fra cui Regno Unito, Francia, Canada, Spagna, Irlanda, Polonia e Svezia, otto dei quali dell’Unione europea — il governo israeliano starebbe studiando ulteriori sanzioni contro Londra e gli altri firmatari, Parigi compresa (rassegna RFI e stampa francese). Israele ha già chiuso il consolato britannico a Gerusalemme e vietato l’ingresso a dodici personalità britanniche (AFP). Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha escluso sanzioni americane. Gli scambi britannici con i territori occupati valgono circa 38 milioni di sterline l’anno.
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