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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Esteri e Geopolitica · Analisi martedì 25 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Hormuz, l'ONU apre un canale sui fertilizzanti e istituisce un gruppo di lavoro sullo stretto

Il 25 agosto le Nazioni Unite si offrono di facilitare il commercio di fertilizzanti bloccato dalla chiusura della via d'acqua. Il giorno prima il Tesoro americano ha varato 'Operation Economic Outcast', con sanzioni secondarie in cinque settori e quasi sessanta designazioni.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Rafid Sahrear su Pexels

Le Nazioni Unite entrano nella crisi dello Stretto di Hormuz per la via del commercio agricolo. Il 25 agosto 2026 l’organizzazione ha offerto di facilitare gli scambi di fertilizzanti, gravemente interrotti dalla chiusura della via d’acqua legata alla guerra con l’Iran. Contestualmente, secondo l’emittente cinese CGTN, è stato istituito un gruppo di lavoro dedicato allo stretto.

Del blocco e delle sue conseguenze sul traffico marittimo il giornale ha scritto più volte: il 15 agosto sui transiti ridotti al minimo e il 23 agosto sulla risposta iraniana all’annuncio delle nuove sanzioni statunitensi.

Il segretario generale António Guterres ha indicato l’obiettivo dell’iniziativa: ridurre i rischi immediati e ottenere un passaggio più ordinato e affidabile, a sostegno della diplomazia e della de-escalation. «L’obiettivo è semplice: ridurre i rischi immediati» (trad. dall’inglese), ha detto Guterres. L’offerta riguarda una merce specifica e non l’insieme del traffico: i fertilizzanti sono un bene la cui interruzione ha effetti a valle sulle campagne agricole, e il canale annunciato è di facilitazione, non un accordo fra le parti in conflitto. Il materiale disponibile non precisa composizione, mandato né calendario del gruppo di lavoro, e sull’istituzione dell’organismo l’unica origine è al momento CGTN.

La mossa arriva a ventiquattro ore da un intervento americano di segno opposto. Il 24 agosto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha lanciato ‘Operation Economic Outcast’, estendendo le sanzioni secondarie a cinque settori: attività digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. L’ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC) ha designato quasi sessanta soggetti fra entità, persone e imbarcazioni, accusati di sostenere l’Iran su tecnologia nucleare e missilistica, operazioni informatiche e ricavi petroliferi. Il comparto delle attività digitali è stato inserito fra quelli coperti dall’ordine esecutivo 13902.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha esteso l’avvertimento alla Cina: «Nessuno è al di sopra delle sanzioni secondarie americane». Bessent ha anche annunciato un ulteriore provvedimento su un istituto finanziario entro la fine della settimana. La platea del provvedimento è dunque più larga dell’Iran: le sanzioni secondarie colpiscono chi commercia con Teheran, non soltanto i soggetti iraniani, e il riferimento esplicito alla Cina indica quale sia il destinatario dell’avvertimento.

Le due iniziative agiscono su piani diversi e in direzioni non coincidenti. L’una punta a riaprire un corridoio commerciale specifico attraverso una mediazione multilaterale; l’altra restringe i canali di pagamento, trasporto e approvvigionamento tecnologico su cui quel commercio si appoggia. I trasporti marittimi figurano fra i settori sanzionati il 24 agosto, e sono lo stesso ambito in cui l’ONU si offre di facilitare il passaggio dei fertilizzanti: le due misure incidono sulla medesima catena logistica.

Restano da verificare i punti operativi. Non risultano al momento reazioni iraniane, americane o cinesi all’offerta dell’ONU, né indicazioni su chi parteciperà al gruppo di lavoro. Il provvedimento sull’istituto finanziario annunciato da Bessent è atteso entro la fine di questa settimana.

Fonti: Il Sole 24 Ore (edizione inglese); CGTN Italiano (emittente di stato cinese); Sky TG24; Cryptonomist; ANSA.

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