Hormuz, Iran e Oman annunciano un corridoio temporaneo congiunto e lo sminamento
Reuters riferisce il 26 agosto la ripresa dei colloqui fra Teheran e Mascate. Dopo l'incontro Araghchi–al-Busaidi del 25 agosto i due ministeri parlano di un passaggio condiviso per le navi commerciali e di bonifica dalle mine. Nello stesso giorno una petroliera è rimasta inavigabile al largo dell'Oman.
Il 26 agosto Reuters riferisce che l’Iran ha dichiarato di aver ripreso i colloqui con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Il giorno prima, martedì 25 agosto, i due governi hanno dichiarato di aver discusso un «corridoio di navigazione temporaneo congiunto» nello Stretto e di aver concordato di bonificarlo dalle mine. L’annuncio segue l’incontro tenuto a Teheran lo stesso 25 agosto fra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l’omologo omanita Sayyid Badr al-Busaidi.
È il primo annuncio congiunto sul passaggio dopo settimane in cui il giornale ha seguito una sequenza fatta soprattutto di misure unilaterali: il 25 agosto abbiamo scritto delle minacce di multe e confische alle navi in transito, e nel pomeriggio dello stesso giorno del canale aperto dalle Nazioni Unite sui fertilizzanti bloccati. Un precedente tentativo di intesa sulle rotte era stato raccontato il 18 agosto.
La novità di oggi ha due elementi distinti. Il primo è il corridoio: un passaggio temporaneo gestito in comune dai due paesi, di cui i comunicati non precisano ampiezza, durata né modalità di sorveglianza. Il secondo è lo sminamento, che i due governi dichiarano concordato: un’operazione tecnica che, a differenza di un annuncio politico, produce effetti verificabili solo con il tempo e con la certificazione di chi la esegue. Nessuno dei due ministeri ha reso nota una data d’inizio.
Il 26 agosto la CGTN in italiano riferisce dichiarazioni del viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi secondo cui la nuova intesa con l’Oman riguarda soltanto le navi commerciali. Va segnalato che questa precisazione, allo stato, risale a fonti iraniane riprese da un’emittente cinese: è una posizione di parte attribuita, non un dato riscontrato in modo indipendente. Sul versante americano, Trump ha ribadito che tutte le mine nello Stretto sarebbero state rimosse.
Il quadro operativo, intanto, non è cambiato nella stessa direzione dei comunicati. Secondo il Maritime Trade Operations britannico, sempre il 25 agosto una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato a circa nove miglia nautiche a nord-est di Ash Shishah, in Oman, ed è rimasta inavigabile. L’episodio è avvenuto nelle stesse ore dell’incontro di Teheran e in acque prossime al paese che dovrebbe cogestire il corridoio. L’origine del colpo non è attribuita.
Restano aperte tre domande che i documenti disponibili non chiudono. Chi garantisce il corridoio, se il transito continua a essere colpito da fuoco non attribuito. Con quali mezzi e in quanto tempo avviene la bonifica, dato che nessuna delle parti ha indicato un calendario. E come si concilia un passaggio limitato alle navi commerciali, secondo la ricostruzione iraniana, con la posizione americana su una rimozione integrale delle mine.
Per ora l’unico elemento che le due capitali dichiarano insieme è la formula del corridoio. Il numero di transiti effettivi che ne deriverà è il dato da cui si misurerà l’intesa, e nessuno dei comunicati del 25 e 26 agosto lo indica.
Fonti: Internazionale (origine Reuters); CGTN italiano (emittente di stato cinese, riprende fonti iraniane); CNN.
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