Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi mercoledì 26 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Ex Ilva, i candidati salgono a quattro: si aggiunge la ceca CE Industries

Urso annuncia dal Meeting di Rimini l'ingresso di un quarto soggetto europeo nella partita per l'ex Ilva: è la holding di Praga fondata da Jaroslav Strnad, che non produce acciaio. La cordata italiana intanto entra nella data room.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Willians Huerta su Pexels

I pretendenti per l’ex Ilva sono diventati quattro. Il 25 agosto, dal palco del Meeting di Rimini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato l’arrivo di un nuovo concorrente europeo senza indicarne il nome: «In gara, si è presentato un quarto soggetto europeo», ha detto il ministro secondo l’ANSA. Si tratta di CE Industries, holding industriale con sede a Praga fondata da Jaroslav Strnad, che ha depositato una manifestazione di interesse presso i commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, come riferisce il Sole 24 Ore.

Del percorso di questa vertenza il giornale ha scritto il 17 agosto e poi il 21 agosto, quando la cordata guidata da Federacciai aveva chiesto una nuova gara sulla sola area a freddo.

Il profilo del nuovo candidato merita attenzione per ciò che non contiene. CE Industries controlla oltre venti società, con circa tremila dipendenti, ed è attiva in logistica ferroviaria, energia, meccanica, riciclo e difesa: non produce acciaio (Il Sole 24 Ore; La Gazzetta del Mezzogiorno). È un dato che i commissari dovranno pesare nel confronto delle offerte, perché distingue il nuovo arrivato dagli altri profili in campo: accanto a CE Industries restano in gara l’indiana Jindal, il fondo statunitense Flacks Group e la cordata italiana coordinata da Federacciai, secondo il Quotidiano di Puglia.

Il secondo movimento della giornata riguarda proprio la cordata nazionale, che nei giorni scorsi ha visto aggregarsi Eusider e ha ottenuto l’accesso alla data room, cioè alla documentazione riservata sugli impianti e sui conti (Il Sole 24 Ore; ANSA). L’obiettivo dichiarato del gruppo resta la sola area a freddo di Taranto: un perimetro che lascia aperta la questione di chi si faccia carico della parte a monte del ciclo produttivo.

Sul piano politico, Urso ha confermato che a settembre si terrà a Palazzo Chigi il tavolo sull’Ilva, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano (Quotidiano di Puglia; La Gazzetta del Mezzogiorno). La cornice temporale non cambia: resta ferma la sospensione dell’area a caldo entro la fine di ottobre.

Va detto con chiarezza che cosa il materiale disponibile non dice. Una manifestazione di interesse non è un’offerta vincolante, e non risultano al momento pubblici né l’importo né il perimetro industriale proposto da CE Industries. Non è noto se la holding ceca guardi all’intero complesso o a una parte, né quale valutazione i commissari abbiano dato delle quattro candidature.

Sul tavolo dei commissari ci sono quindi quattro candidature, una sola delle quali — quella italiana — ha finora ottenuto l’accesso alla documentazione riservata; il tavolo di Palazzo Chigi annunciato per settembre non è ancora stato convocato.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore