Ex Ilva, i candidati salgono a quattro: si aggiunge la ceca CE Industries
Urso annuncia dal Meeting di Rimini l'ingresso di un quarto soggetto europeo nella partita per l'ex Ilva: è la holding di Praga fondata da Jaroslav Strnad, che non produce acciaio. La cordata italiana intanto entra nella data room.
I pretendenti per l’ex Ilva sono diventati quattro. Il 25 agosto, dal palco del Meeting di Rimini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha annunciato l’arrivo di un nuovo concorrente europeo senza indicarne il nome: «In gara, si è presentato un quarto soggetto europeo», ha detto il ministro secondo l’ANSA. Si tratta di CE Industries, holding industriale con sede a Praga fondata da Jaroslav Strnad, che ha depositato una manifestazione di interesse presso i commissari di Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, come riferisce il Sole 24 Ore.
Del percorso di questa vertenza il giornale ha scritto il 17 agosto e poi il 21 agosto, quando la cordata guidata da Federacciai aveva chiesto una nuova gara sulla sola area a freddo.
Il profilo del nuovo candidato merita attenzione per ciò che non contiene. CE Industries controlla oltre venti società, con circa tremila dipendenti, ed è attiva in logistica ferroviaria, energia, meccanica, riciclo e difesa: non produce acciaio (Il Sole 24 Ore; La Gazzetta del Mezzogiorno). È un dato che i commissari dovranno pesare nel confronto delle offerte, perché distingue il nuovo arrivato dagli altri profili in campo: accanto a CE Industries restano in gara l’indiana Jindal, il fondo statunitense Flacks Group e la cordata italiana coordinata da Federacciai, secondo il Quotidiano di Puglia.
Il secondo movimento della giornata riguarda proprio la cordata nazionale, che nei giorni scorsi ha visto aggregarsi Eusider e ha ottenuto l’accesso alla data room, cioè alla documentazione riservata sugli impianti e sui conti (Il Sole 24 Ore; ANSA). L’obiettivo dichiarato del gruppo resta la sola area a freddo di Taranto: un perimetro che lascia aperta la questione di chi si faccia carico della parte a monte del ciclo produttivo.
Sul piano politico, Urso ha confermato che a settembre si terrà a Palazzo Chigi il tavolo sull’Ilva, coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano (Quotidiano di Puglia; La Gazzetta del Mezzogiorno). La cornice temporale non cambia: resta ferma la sospensione dell’area a caldo entro la fine di ottobre.
Va detto con chiarezza che cosa il materiale disponibile non dice. Una manifestazione di interesse non è un’offerta vincolante, e non risultano al momento pubblici né l’importo né il perimetro industriale proposto da CE Industries. Non è noto se la holding ceca guardi all’intero complesso o a una parte, né quale valutazione i commissari abbiano dato delle quattro candidature.
Sul tavolo dei commissari ci sono quindi quattro candidature, una sola delle quali — quella italiana — ha finora ottenuto l’accesso alla documentazione riservata; il tavolo di Palazzo Chigi annunciato per settembre non è ancora stato convocato.
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