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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Cronache · Analisi giovedì 27 agosto 2026 · Edizione del mattino delle 6:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Nepal, la piena del Bhote Koshi e i conteggi che non coincidono

Sul confine tra Rasuwa e il Tibet le cifre di morti e irreperibili cambiano di un ordine di grandezza a seconda dell'ente citato. Cosa risulta accertato, cosa resta stima e perché i numeri divergono.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Abdul Kayum su Pexels

Mercoledì 26 agosto 2026, tra le 8.30 e le 9 del mattino ora locale, un’ondata di piena improvvisa del fiume Bhote Koshi ha investito il distretto di Rasuwa, nel nord del Nepal, sul confine con la regione autonoma del Tibet. Sono stati colpiti gli abitati di Syabrubesi e Timure e il valico di Rasuwagadhi, che è la principale porta terrestre verso il territorio cinese per commercianti, viaggiatori e pellegrini diretti al monte Kailash (Kathmandu Post, Al Jazeera).

Il dato che rende questa vicenda difficile da raccontare non è la quantità di informazioni, ma la loro incompatibilità. Nella stessa giornata la polizia nepalese ha comunicato in serata il recupero di 157 corpi; CNN e Al Jazeera hanno riferito un bilancio di almeno 160-162 morti attribuito alla polizia nazionale; il Kathmandu Post ha pubblicato prima 22 e poi 95 decessi; l’autorità nazionale per la riduzione del rischio, NDRRMA, ne ha contati 72 distribuiti su sette distretti. La divergenza non nasce da versioni contrapposte: nasce dal fatto che ciascuna testata cita un ente diverso, e nessun ente ha ancora consolidato i conteggi degli altri. «Finora sono state segnalate 95 morti» (trad. dallo spagnolo), ha dichiarato Abi Narayan Kafle (Connectionivoirienne).

Lo stesso vale per gli irreperibili. Il Nepal Tourism Board ha diffuso un elenco preliminare di 384 viaggiatori senza contatti — 291 stranieri e 93 nepalesi — costruito sulle segnalazioni di dieci agenzie di viaggio. Il ministero del Turismo ha poi indicato 403 turisti, di cui 341 stranieri, e l’ufficio del primo ministro 484, di cui 391 stranieri (NBC News). Tre cifre dallo stesso governo nell’arco di poche ore, ognuna costruita su una base diversa. Tra gli stranieri le fonti nepalesi indicano cittadini indiani — da 105 a 142 a seconda dell’ente —, statunitensi, britannici, australiani, malesi, sudcoreani, olandesi, portoghesi e sudafricani. Nessuna di queste cifre va letta come bilancio: sono elenchi di persone non raggiunte, in un’area dove elettricità e telefonia sono cadute.

Anche sulla causa è utile distinguere. Lo US Geological Survey aveva registrato energia sismica poco prima dell’ondata e ha corretto la prima ipotesi di un terremoto precursore, attribuendo il segnale a una frana. I ricercatori dell’ICIMOD di Kathmandu considerano probabile che all’origine ci sia una valanga di ghiaccio e roccia staccatasi da un ghiacciaio: un’ipotesi di lavoro, non un accertamento (SRF).

Sui soccorsi i numeri sono più stabili: l’esercito nepalese ha impiegato tra 12 e 14 elicotteri e dichiara di avere portato in salvo 88 persone, con oltre 3.000 agenti di polizia mobilitati. Il governo ha chiesto sostegno ai due vicini: «Abbiamo chiesto a India e Cina aiuto nelle operazioni di soccorso» (trad. dall’inglese), ha detto il portavoce del governo nepalese Sasmit Pokharel (20 Minuten).

Sul versante tibetano il quadro poggia interamente su media di stato cinesi, e come tale va letto. Secondo l’agenzia Xinhua e la televisione CCTV, riprese da SRF e da Band, una colata di fango avrebbe investito il valico di Gyirong, nella prefettura di Shigatse, con tre morti e 265 dispersi e l’interruzione di strade, rete elettrica e telecomunicazioni; sempre secondo Xinhua sarebbero stati inviati 601 soccorritori, 113 veicoli e unità cinofile, e Xi Jinping avrebbe ordinato la ricerca dei dispersi e il rafforzamento dell’allerta precoce. La notizia proviene al momento da un’unica origine (media di stato cinesi); nessuna conferma indipendente disponibile, e questi elementi restano dichiarazioni attribuite, non fatti verificati.

Il transito commerciale e turistico tra Kathmandu e il Tibet passa da questo corridoio: sul lato nepalese la porta di Rasuwagadhi è tra le località colpite, mentre sul lato cinese CCTV afferma, sulla base di immagini riprese da droni, che le strade di accesso al valico sarebbero distrutte.

Fonti: Kathmandu Post, Al Jazeera, CNN, NBC News, Connectionivoirienne, SRF, 20 Minuten, Band. Xinhua (agenzia di stato cinese) e CCTV (televisione di stato cinese) sono citate come attribuzione.

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