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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi lunedì 31 agosto 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Nessuna autopsia su Mladic: il Meccanismo Onu affida l'inchiesta interna al giudice Bonomy

Le autorità olandesi hanno applicato le procedure nazionali ordinarie ed escluso sia l'indagine penale sia l'esame autoptico. L'organismo dell'Aia ha aperto un accertamento interno, ma tiene riservati i dettagli e non indica quando la salma sarà consegnata.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Nikodi su Pixabay

Il 29 agosto 2026 il Meccanismo residuale internazionale per i tribunali penali ha reso noto che le autorità olandesi, dopo aver avviato le procedure previste dalla legge nazionale, hanno confermato che sulla morte di Ratko Mladic non ci sarà né un’indagine penale né un’autopsia. Sul piano interno, la presidente dell’organismo, la giudice Graciela Gatti Santana, ha incaricato il giudice Ian Bonomy di accertare le circostanze del decesso. Bonomy è arrivato all’Aia e il 28 agosto ha aperto il proprio lavoro con una visita all’Unità di detenzione delle Nazioni Unite e all’ospedale carcerario.

Del caso abbiamo scritto il 28 agosto: in quel pezzo registravamo che la causa del decesso non era stata comunicata e che le reazioni politiche fra Sarajevo e Banja Luka si muovevano già in assenza di dati clinici. La comunicazione di oggi cambia il quadro procedurale, non quello informativo: la decisione olandese chiude la strada all’accertamento medico-legale esterno, mentre l’unico approfondimento aperto resta quello disposto dall’organismo che aveva in custodia il detenuto. Sul contenuto e sui tempi, il Meccanismo si limita a dichiarare che «l’inchiesta è in corso e per ora gli ulteriori dettagli restano riservati» (trad. dall’inglese).

Va detto con chiarezza da dove viene questa informazione. Le notizie sull’esclusione dell’autopsia e sull’incarico a Bonomy risalgono a un’unica origine, il comunicato del Meccanismo residuale: i quotidiani serbi Espreso e B92 e l’agenzia russa Sputnik Srbija ne riprendono il testo, senza aggiungere riscontri propri. Si tratta di una fonte istituzionale primaria — l’organismo direttamente coinvolto — ma nessuna conferma indipendente è disponibile al momento, né sulle valutazioni compiute dalle autorità olandesi né sui criteri con cui hanno escluso l’esame autoptico.

La seconda origine della giornata riguarda un aspetto distinto: la sorte della salma. Il ministro della Giustizia serbo Nenad Vujić ha dichiarato nel fine settimana ai mezzi d’informazione serbi che Belgrado ha predisposto quanto serve al trasporto, ma che né il governo né la famiglia hanno ricevuto indicazioni sui tempi. «Siamo pronti a ricevere la salma appena avremo informazioni» (trad. dal serbo), ha detto Vujić. Il Meccanismo, per parte sua, afferma di non essere in condizione di indicare una data per la consegna. Ne consegue che le esequie in Serbia, di cui si discute pubblicamente da giorni, non hanno alcun calendario.

L’assetto che si delinea ha due conseguenze concrete. La prima è che, mancando l’autopsia, l’unico documento destinato a stabilire come si è arrivati al decesso sarà l’esito dell’accertamento interno affidato a Bonomy, la cui pubblicazione non è stata annunciata né promessa. La seconda è che il corpo resta all’Aia a tempo indeterminato, e ogni passaggio successivo — trasporto, funerali — dipende da una decisione dell’organismo Onu di cui non è stata comunicata la tempistica.

Alla data del 29 agosto, dunque, restano senza risposta pubblica tre elementi: la causa del decesso, il termine dell’inchiesta interna e il giorno in cui la salma sarà consegnata. Sull’ultimo punto il Meccanismo ha dichiarato espressamente di non poter fornire indicazioni.

Fonti: Espreso; B92; Sputnik Srbija (mezzo d’informazione di stato russo, citato come attribuzione); Glas Srpske.

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