Redazione Zero Sezioni EN ES

Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Europa · Analisi mercoledì 2 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Finlandia, interrogazione parlamentare sul patto militare con Israele; l'Islanda non ritira la domanda del 2009

Il gruppo della Sinistra finlandese chiede al governo chi sapesse della proroga al 2034 del memorandum con Israele. A Reykjavík la ministra degli Esteri esclude il ritiro formale della candidatura all'Unione, l'opposizione prepara una mozione in Althingi.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Kirandeep Singh Walia su Pexels

La contestazione finlandese sul memorandum militare con Israele passa dal dibattito pubblico agli atti parlamentari. Il 1° settembre i deputati della Sinistra finlandese hanno depositato un’interrogazione scritta comune al governo: l’estensora è Mai Kivelä, con il sostegno dell’intero gruppo. Il testo chiede quale sia il contenuto del documento firmato, chi fosse a conoscenza della proroga e se il ministro della Difesa Antti Häkkänen abbia agito con poteri propri o con l’avallo della direzione di politica estera. «Häkkänen ha agito con poteri propri, o l’ha approvato la direzione di politica estera?» (trad. dal finlandese), si legge nel comunicato del gruppo.

Della vicenda abbiamo scritto il 31 agosto, quando le reazioni dell’opposizione erano ancora dichiarazioni e il governo non aveva replicato.

Ora una replica c’è. Secondo quanto Häkkänen ha detto a Yle, il documento non rappresenta un cambio di indirizzo politico e la Finlandia ha atti di cooperazione analoghi con circa quaranta Paesi: «Non è un nuovo indirizzo drammatico» (trad. dall’inglese). Sul contenuto, l’inchiesta di Yle indica un perimetro che copre ricerca, sviluppo e acquisizione di materiale militare; il memorandum sostituisce accordi quinquennali risalenti al 2013 e resta in vigore fino al 2034. Prevede inoltre un gruppo di coordinamento finlandese-israeliano che si riunisce almeno una volta l’anno e in cui siede, per parte finlandese, il funzionario della Difesa Olli Ruutu. La ricostruzione del contenuto resta quella dell’emittente pubblica finlandese, ripresa poi da altre testate: non risulta al momento una pubblicazione integrale del testo.

Un’interrogazione scritta non apre un procedimento né obbliga a rendere pubblico il memorandum: obbliga il ministero competente a rispondere per iscritto entro i termini del regolamento parlamentare. La differenza rispetto alla settimana scorsa è che la richiesta di chiarimento entra in un atto formale, con un destinatario e una scadenza.

Lo stesso giorno, a Reykjavík, si chiude il secondo capitolo del filo. Dopo il No del referendum consultivo sulla riapertura dei negoziati con Bruxelles — di cui abbiamo dato conto il 31 agosto — la ministra degli Esteri ha riferito il 31 agosto alla commissione Esteri dell’Althingi e il 1° settembre ha dichiarato al quotidiano Morgunblaðið che questo governo non avvierà negoziati con l’Unione e non intende ritirare formalmente la domanda presentata nel 2009. È la posizione intermedia: nessun mandato a trattare, nessuna cancellazione dell’atto depositato diciassette anni fa.

Contro quella scelta si muove l’opposizione. Il Partito dell’Indipendenza, il Partito di Centro e il Partito Progressista hanno annunciato una mozione parlamentare per il ritiro formale della candidatura, da presentare alla ripresa dei lavori dell’Althingi. Il voto consultivo riguardava la ripresa delle trattative, non la sorte della domanda: sul ritiro il referendum non dice nulla, e la mozione sposta la decisione nell’aula.

I due fronti hanno in comune il meccanismo, non il merito: in entrambi i casi una minoranza parlamentare usa gli strumenti d’aula per costringere l’esecutivo a mettere per iscritto una posizione. In Finlandia il governo deve rispondere all’interrogazione; in Islanda la mozione sarà calendarizzata quando l’Althingi tornerà a riunirsi.

Fonti: STT Info / Vasemmistoliitto (comunicato del gruppo parlamentare); Kansan Uutiset; NordiskPost (su inchiesta Yle); Middle East Monitor (ripresa Anadolu, agenzia di stato turca, su fonte Yle); Morgunblaðið; Vísir.

← Archivio · Prima pagina · Editoriali passati · Segnala un errore