Gasolio, la proroga vale sette giorni: il decreto 157 in vigore dall'11 settembre
Il Consiglio dei ministri numero 187, riunito d'urgenza il 10 settembre per dodici minuti, ha prodotto un decreto-legge che ridetermina l'accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri fino al 17 settembre. Nello stesso testo, norme per accelerare permessi e concessioni sugli idrocarburi.
Il taglio sul gasolio ha una nuova scadenza: 17 settembre. Il decreto-legge 10 settembre 2026 n. 157, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 10 settembre, è entrato in vigore l’11 settembre e all’articolo 1 ridetermina l’accisa sul gasolio carburante a 532,90 euro per mille litri per il periodo compreso tra l’11 e il 17 settembre 2026. La stessa aliquota si applica all’olio vegetale idrotrattato (HVO) e al biodiesel. Ne abbiamo scritto ieri, quando la proroga era annunciata ma priva di data.
Il provvedimento è uscito da un Consiglio dei ministri convocato d’urgenza: la riunione numero 187 si è aperta a Palazzo Chigi il 10 settembre alle 17.39 e si è chiusa alle 17.51. Dodici minuti, il tempo di ratificare un testo già scritto.
Sulla copertura finanziaria le ricostruzioni non coincidono. L’Ansa indica 85 milioni di euro; altre ricostruzioni giornalistiche riportano importi diversi, 86 e 102 milioni. La divergenza riguarda una settimana di sconto e resta da chiarire: il dato non è al momento allineato tra le fonti disponibili, e lo dichiariamo invece di scegliere la cifra più comoda.
La parte meno prevedibile del decreto non riguarda le accise. Il testo contiene misure per accelerare i procedimenti su prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, con termini assegnati alle Regioni per esprimere l’intesa. È un intervento di natura diversa da quello sui prezzi alla pompa: agisce sui tempi amministrativi delle autorizzazioni, non sul costo del pieno nella settimana in corso. Che le due materie viaggino nello stesso veicolo normativo segnala l’intenzione del governo di collegare l’emergenza dei prezzi a una risposta sull’offerta interna. Giorgia Meloni ha indicato come obiettivo «aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas».
Resta il meccanismo che il filo segue da settimane: lo sconto viene rinnovato per intervalli sempre più brevi, con strumenti diversi — decreto-legge, decreto interministeriale — e ogni volta a ridosso della scadenza. Questa volta la copertura temporale è di sette giorni, e la presidente del Consiglio ha annunciato nuovi provvedimenti sui carburanti per la settimana successiva: il 17 settembre, quindi, il tema tornerà sul tavolo prima di sera.
Tre elementi restano non determinati. Il primo è appunto la cifra della copertura. Il secondo è la forma dei prossimi interventi: l’annuncio di Meloni indica che ci saranno, non quali saranno né se manterranno lo sconto generalizzato o lo sostituiranno con misure diverse. Il terzo è l’effetto delle norme sugli idrocarburi, che dipende dai termini fissati alle Regioni e dai tempi reali con cui i procedimenti si chiuderanno.
Per chi guida un mezzo diesel, il dato operativo è uno: fino al 17 settembre l’accisa resta a 532,90 euro per mille litri. Dal 18, in assenza di un nuovo atto pubblicato in Gazzetta, si torna all’aliquota ordinaria.
Fonti: ANSA (agenzia di stampa); governo.it (comunicato di Palazzo Chigi); Certifico (testo del decreto in Gazzetta Ufficiale); Eutekne.info (analisi normativa); Teleborsa (agenzia economica).
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