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Aggiornato alle 21:01 (ora italiana) 7 nov 2026

Tech & AI sabato 7 novembre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Cyberattacco al cantiere della Galleria di base del Brennero, sistemi isolati

La società BBT SE conferma un attacco informatico al progetto infrastrutturale, individuato a metà ottobre: dati raggiungibili da internet sono stati compromessi, ma secondo l'azienda non risultano conseguenze sui lavori del tunnel.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di panumas nikhomkhai su Pexels

La società BBT SE, che gestisce il progetto della Galleria di base del Brennero, ha confermato di essere stata colpita da un attacco informatico. Lo riferisce il quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, secondo cui il progetto infrastrutturale era stato preso di mira già a metà ottobre, e la notizia è confermata anche dal quotidiano l’Adige.

Secondo la dichiarazione ufficiale di BBT SE, soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a dati raggiungibili tramite internet. L’azienda ha isolato i sistemi coinvolti, attivato i protocolli di sicurezza interni e coinvolto specialisti esterni per condurre analisi forensi sull’accaduto. Le autorità competenti sono state informate e le indagini sono in corso, mentre BBT SE non ha fornito indicazioni sulla natura esatta dei dati sottratti né sulla quantità di informazioni coinvolte.

Circola l’ipotesi di un collegamento con il gruppo di cybercriminali russofoni noto come Everest, ma si tratta al momento di un’attribuzione non confermata dalle autorità: nessuna delle due fonti consultate riporta una rivendicazione ufficiale o prove definitive sull’identità degli autori. La prudenza nell’attribuzione resta un elemento centrale della vicenda, in un contesto in cui le infrastrutture di trasporto transfrontaliere sono considerate obiettivi sensibili per questo tipo di attacchi.

Sul piano operativo, BBT SE precisa che, allo stato delle informazioni disponibili, l’attacco non ha avuto conseguenze sulle attività in corso né sui lavori di realizzazione del tunnel, uno dei progetti ferroviari più rilevanti in Europa. Si tratta però di una dichiarazione della società coinvolta, non di una verifica indipendente: le analisi forensi in corso dovranno stabilire l’entità effettiva della violazione e quali categorie di dati siano state compromesse, elemento che al momento non risulta ancora chiarito pubblicamente.

OpenAI mette l'IA a caccia di falle nei sistemi critici: cosa cambia con GPT-6 Cyber

Il nuovo modello di OpenAI individua vulnerabilità nel codice di infrastrutture connesse e ha già passato al setaccio Linux. È il primo test su larga scala di un'IA pensata per la difesa informatica, con un investimento miliardario alle spalle.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di panumas nikhomkhai su Pexels

OpenAI ha reso disponibile Gpt-6 Cyber, un modello sviluppato specificamente per individuare vulnerabilità critiche nei sistemi aziendali connessi a internet, secondo quanto riportato da ANSA. Il modello è già stato impiegato per analizzare il codice sorgente di Linux, il sistema operativo alla base della maggior parte dei server e delle infrastrutture digitali globali, rintracciando centinaia di potenziali criticità.

La notizia è confermata anche dal portale cinese Sina, che riporta gli stessi elementi essenziali del rilascio, offrendo una seconda origine indipendente dalla prima.

Il lancio non arriva isolato. A settembre OpenAI aveva annunciato un investimento da un miliardo di dollari destinato alla sicurezza delle infrastrutture critiche: il nuovo modello si inserisce in quella strategia, spostando l’applicazione dell’intelligenza artificiale dal testo generico alla ricerca sistematica di errori nel codice che gestisce reti elettriche, impianti industriali e sistemi aziendali connessi.

Rispetto alla versione precedente, secondo quanto riferito, il modello ha migliorato la capacità di restare entro il perimetro autorizzato durante le scansioni, evitando di interagire con servizi esterni non previsti dal test. Si tratta di un dettaglio tecnico non secondario: un sistema automatico che cerca falle di sicurezza su reti reali deve poter operare senza produrre effetti collaterali su infrastrutture terze, un rischio intrinseco a qualunque strumento di scansione su larga scala.

Resta aperta, e non risolta dalle fonti disponibili, la questione del controllo sull’uso di uno strumento di questo tipo: una tecnologia capace di scovare vulnerabilità in sistemi critici è per definizione duale, utile tanto a chi deve difendere quanto a chi volesse sfruttarle. Nessuna delle due fonti consultate fornisce dettagli su chi avrà accesso al modello né su eventuali restrizioni d’uso, elemento che resta da verificare nei prossimi sviluppi.

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