Ex Ilva, in Gazzetta il decreto sulle garanzie: fideiussioni più brevi, resta il 28 ottobre
Pubblicato il 28 agosto il decreto-legge 154/2026 sulla continuità operativa degli impianti strategici: accorcia la durata delle garanzie finanziarie sui rifiuti e sulle discariche interne. Nelle stesse ore la holding ceca CE Industries precisa di non aver presentato alcuna offerta per Taranto.
Il decreto-legge 28 agosto 2026 n. 154, «Misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale», è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale con codice redazionale 26G00174. È il testo approvato dal Consiglio dei ministri il 26 agosto, e riguarda un punto che due settimane fa restava senza norma: ne abbiamo scritto il 17 agosto, quando il governo non aveva ancora un provvedimento pronto.
Che cosa fa il decreto. L’intervento riguarda la periodicità delle garanzie finanziarie che gli stabilimenti siderurgici strategici sottoposti a procedure di vendita devono prestare per la gestione dei rifiuti e delle discariche interne al perimetro industriale. Alle imprese che gestiscono almeno un impianto in amministrazione straordinaria viene consentito di sottoscrivere fideiussioni di durata ridotta rispetto al regime ordinario; il materiale disponibile non precisa a quanti anni corrisponda la nuova durata. La norma supera così la diffida del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sulla gestione dei rifiuti industriali, come riporta il Quotidiano di Puglia sulla base del testo della norma.
Il problema che il decreto affronta è di cassa e di scadenze: una fideiussione lunga su discariche interne pesa sul bilancio di una gestione commissariale che non ha davanti un orizzonte pluriennale certo, perché l’impianto è in vendita. Ridurne la durata allevia l’onere immediato, non risolve la questione di chi risponderà nel tempo della messa in sicurezza di quei volumi.
Il Consiglio dei ministri che ha varato il testo, su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, è durato circa quindici minuti, secondo il comunicato ripreso da L’Eco del Litorale e la ricostruzione dell’ANSA. Nessuna misura sull’assetto industriale, nessuna previsione sulla gara.
Il secondo elemento della giornata riguarda i candidati. Il 26 agosto un portavoce di CE Industries ha dichiarato che il gruppo «non ha presentato, al momento, alcuna offerta per le attività dell’Ilva» (fonte: ANSA). La precisazione riguarda un nome che era stato indicato tra i potenziali acquirenti, di cui abbiamo dato conto il 26 agosto. Sul punto le versioni divergono e il materiale disponibile non consente di stabilire se la distanza riguardi la sostanza — un’offerta che non c’è — o la qualificazione formale di un contatto con i commissari. Il manifesto legge la precisazione come un ritiro dalla partita; qui ci limitiamo a registrare la dichiarazione del portavoce.
Resta fermo il calendario che pesa di più. Il decreto non incide sul termine del 28 ottobre fissato dalla Corte d’Appello di Milano per la sospensione dell’area a caldo, come riporta il Quotidiano di Puglia. Sono sessantuno giorni dalla pubblicazione in Gazzetta: in quella finestra il governo deve arrivare a un acquirente, o a un’altra norma.
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