Gasolio, quarta proroga fino al 10 settembre: il taglio passa alle accise mobili
Giorgetti e Pichetto Fratin hanno firmato il 4 settembre il decreto interministeriale che estende lo sconto di 17 centesimi al litro. Copertura da circa 60 milioni di extragettito Iva di agosto; per la settimana prossima è atteso un Consiglio dei ministri su misure mirate.
Il taglio di 17 centesimi al litro sull’accisa del gasolio, che il 27 agosto avevamo raccontato prorogato fino al 5 settembre con un decreto legge approvato in un Consiglio dei ministri di un quarto d’ora, è stato esteso di altri cinque giorni. Il 4 settembre 2026 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato il decreto ministeriale che porta la scadenza al 10 settembre. Per l’efficacia della proroga si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il fatto nuovo non sta solo nella data. Cambia lo strumento: non più un decreto legge deliberato dal Consiglio dei ministri, ma il meccanismo delle accise mobili, attivato con un provvedimento firmato dai due ministeri competenti. È il congegno che consente di ridurre l’aliquota utilizzando il gettito Iva in eccesso generato dall’aumento dei prezzi alla pompa: quando il carburante costa di più, l’imposta sul valore aggiunto incassata cresce, e quella differenza torna in parte allo sconto. La misura ponte vale circa 60 milioni di euro, ricavati dall’eccedenza di gettito Iva del mese di agosto.
Il confronto con il passaggio precedente misura la differenza di scala. Quell’estensione era arrivata per via di decreto legge — il 153/2026, del 26 agosto — con un impegno stimato attorno ai 130 milioni, finanziato anticipando le ritenute sui dividendi dei grandi gruppi energetici: una soluzione una tantum, costruita sul contributo chiesto alle compagnie. Cinque giorni di sconto attinti dall’Iva costano invece meno della metà, ma coprono anche un arco di tempo più breve.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso aveva anticipato il passaggio, parlando di un «decreto interministeriale per utilizzare le risorse così come configurate con le accise mobili». La firma del 4 settembre ha confermato l’impostazione.
Sul piano dei prezzi, la ragione dell’intervento resta intatta. Il 4 settembre il prezzo medio praticato in modalità self sulla rete stradale era di 2,046 euro al litro per la benzina e di 2,157 euro per il gasolio: valori ai massimi degli ultimi quattro anni. Lo scarto tra i due carburanti, con il diesel sopra la benzina di oltre undici centesimi nonostante lo sconto in vigore, spiega perché il taglio sia stato concentrato sul gasolio e non esteso alla rete nel suo complesso.
La proroga è dichiaratamente un ponte verso un’altra impostazione. Per la settimana successiva è atteso un Consiglio dei ministri chiamato a varare interventi selettivi, rivolti alle fasce di reddito più basse e agli autotrasportatori, in sostituzione dello sconto generalizzato applicato finora a chiunque faccia rifornimento. È il passaggio annunciato già a fine agosto e mai tradotto in norma: sostegni mirati al posto della riduzione uguale per tutti. Al momento la definizione di quelle misure — soglie di reddito, forma dell’aiuto, platea dell’autotrasporto — non risulta dagli atti firmati il 4 settembre, e resta la variabile che deciderà cosa accadrà dall’11 settembre in poi.
Il conteggio, intanto, è arrivato a quattro proroghe, l’ultima delle quali scade il 10 settembre.
Fonti: Stampa Parlamento (origine Italpress); ANSA; Il Mattino; InfoImpresa (origine Adnkronos); Radio Roma (dichiarazioni del ministro Urso); Altalex (testo del DL 153/2026 in Gazzetta Ufficiale).
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