Salalah, il vertice fra Iran e Stati del Golfo su Hormuz è rinviato senza nuova data
L'annuncio del ministro degli Esteri omanita in tarda serata del 13 settembre. Teheran attribuisce la richiesta ad alcuni paesi della regione. Il petrolio sale alla riapertura dei mercati, con l'oleodotto saudita Est-Ovest fermo dal fine settimana.
La riunione ministeriale fra l’Iran e i sei paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, convocata dall’Oman a Salalah per lunedì 14 settembre, non si è tenuta: il ministro degli Esteri omanita Badr Albusaidi ne ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato con un messaggio pubblicato su X in tarda serata del 13, senza indicare una nuova data. La motivazione dichiarata rimanda all’interesse del consenso, senza altri dettagli. Dell’appuntamento — allora ancora fissato per lunedì — abbiamo scritto il 12 settembre.
L’incontro era atteso a livello di ministri degli Esteri dei sei paesi del Consiglio più l’Iran e sarebbe stato il primo del genere dall’inizio della guerra, il 28 febbraio 2026. Due elementi ne definivano il perimetro: si sarebbe svolto senza gli Stati Uniti, e secondo una fonte citata dalla CNN uno degli obiettivi era concordare le mappe delle rotte di transito attraverso lo Stretto. Non un’intesa politica, dunque, ma il passaggio tecnico su cui si regge qualunque piano di riapertura: dove passano le navi e chi le riconosce.
Sulle ragioni del rinvio le due capitali coinvolte non dicono la stessa cosa. Muscat si limita alla formula del consenso. Un funzionario del ministero degli Esteri iraniano, citato dall’agenzia Fars e ripreso da Al Jazeera e dal Seoul Economic Daily, ha riferito che la decisione è stata presa congiuntamente da Teheran e Muscat su richiesta di alcuni paesi della regione, che non vengono nominati. La versione iraniana resta al momento un’attribuzione: nessuna delle capitali del Golfo l’ha confermata pubblicamente.
Un dato aiuta a misurare quanto fosse fragile la convocazione: l’Oman non aveva diffuso una lista ufficiale completa degli invitati, e il Bahrein aveva già annunciato che non avrebbe partecipato in assenza di una ripresa delle relazioni con l’Iran. L’assenza dichiarata di uno dei sei membri del Consiglio precedeva quindi il rinvio, e la composizione stessa del tavolo non era mai stata resa pubblica nella sua interezza.
Sul versante dei mercati, i prezzi del petrolio sono saliti alla riapertura di lunedì 14. Il rinvio non è l’unico fattore: l’Arabia Saudita ha tenuto chiuso per tutto il fine settimana l’oleodotto Est-Ovest, la conduttura di 1.200 chilometri danneggiata venerdì da attacchi con droni. È l’infrastruttura che consente di aggirare lo Stretto portando il greggio verso il Mar Rosso; con quella ferma e il tavolo di Salalah rinviato, le due vie alternative alla navigazione attraverso Hormuz risultano entrambe indisponibili nello stesso giorno.
Il dispaccio Reuters ripreso da Internazionale e la ricostruzione del Financial Times riferita dall’Oman Observer concordano sul punto essenziale e sul suo limite: la riunione è rinviata, non annullata, e nessuna delle parti ha comunicato una data sostitutiva né un formato alternativo di contatto.
Fonti: CNN; Al Jazeera; Reuters via Internazionale; Seoul Economic Daily; Oman Observer. Fars (agenzia iraniana) è citata come attribuzione tramite fonti terze.
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