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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi lunedì 14 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Taranto, ventiquattro ore di sciopero nell'appalto ex Ilva e strade bloccate

Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno fermato per un giorno intero i lavoratori delle imprese dell'indotto: corteo fino al Municipio, occupazione della provinciale per Statte, blocco temporaneo del ponte girevole. Il tavolo di governo è atteso per il 15 settembre, ma al 13 nessuna convocazione formale era arrivata.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Beth Fitzpatrick su Pexels

Le imprese dell’appalto ex Ilva di Taranto si sono fermate per ventiquattro ore. Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato lo sciopero il 14 settembre 2026 per tutti i lavoratori dell’indotto, con inizio alle 9 del mattino e conclusione alle 7 del giorno seguente (ANSA). La decisione è arrivata al termine di un’assemblea convocata davanti alla portineria imprese dello stabilimento siderurgico. Della riattivazione delle procedure di licenziamento che ha innescato la mobilitazione abbiamo scritto il 13 settembre.

La protesta ha lasciato in fretta i cancelli. I lavoratori hanno occupato la strada provinciale in direzione di Statte e annunciato blocchi anche sulla statale verso Bari; la viabilità della zona industriale è stata segnalata in tilt, senza che le fonti ne indichino la durata (Adnkronos). Da lì il corteo ha attraversato il rione Tamburi — il quartiere addossato allo stabilimento — fino a Palazzo di Città, dove si è tenuto un presidio; il ponte girevole, snodo che collega le due parti della città, è stato bloccato temporaneamente (ANSA Puglia). Una delegazione ha chiesto di essere ricevuta dal sindaco Piero Bitetti.

Nella nota di proclamazione le quattro sigle hanno scritto: «Non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie» (Corriere Nazionale). Sul significato della giornata è intervenuto anche Brigati: «I lavoratori stanno scioperando per chiedere il blocco dei licenziamenti», ha precisato, separando la protesta dalla pronuncia dei giudici milanesi (Il Post). Il materiale disponibile non specifica la carica ricoperta da Brigati nell’organizzazione sindacale.

La platea coinvolta dalle procedure di licenziamento collettivo resta quella indicata dalle fonti di oggi: oltre 2.500 lavoratori dipendenti da 28 aziende dell’indotto-appalto. È il perimetro che il giornale aveva già descritto quando le procedure erano state riattivate dopo il congelamento volontario deciso a Palazzo Chigi; sulla decisione della Corte d’Appello di Milano che ha preceduto quella riattivazione abbiamo scritto il 12 settembre, e sull’andamento del tavolo governativo il 9 settembre.

Lo sciopero cade alla vigilia dell’incontro atteso a Roma. Qui va segnalato un elemento di incertezza che le fonti odierne dichiarano apertamente: al 13 settembre non risultava arrivata alcuna convocazione formale per il tavolo del 15 né alle organizzazioni sindacali né ai commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e Acciaierie d’Italia. Al momento della pubblicazione non abbiamo riscontri successivi su una convocazione ufficiale: la data circola come impegno politico, non come atto notificato, e questo è uno dei motivi per cui la mobilitazione di oggi ha scelto forme così visibili.

La notizia ha tre origini indipendenti fra agenzie, nota sindacale e redazione giornalistica. Restano non verificabili con il materiale disponibile la durata effettiva dei blocchi stradali e l’esito della richiesta di incontro con il sindaco. La prossima verifica utile è una sola: se il 15 settembre il tavolo si apra davvero, e con quali interlocutori seduti.

Fonti: ANSA; ANSA Puglia; Adnkronos; Corriere Nazionale (nota Fim, Fiom, Uilm, Usb); Il Post.

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