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Aggiornato alle 16:30 (ora italiana) 19 set 2026

Italia · Analisi martedì 15 settembre 2026 · Edizione del pomeriggio delle 16:30 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Riforma elettorale, il Senato dà il via libera definitivo: ora tocca alla Camera

Con 113 sì, 71 no e 2 astenuti l'Aula di Palazzo Madama approva il testo modificato a settembre. Il provvedimento torna a Montecitorio per la terza lettura, con l'esame in Aula previsto dal 28 settembre.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di helen35 su Pixabay

Il 14 settembre avevamo raccontato l’approvazione degli articoli 1 e 5 della riforma elettorale, con il voto finale calendarizzato per il giorno successivo (se ne è scritto il 14 settembre 2026, qui il pezzo). Quella scadenza è arrivata: il 15 settembre l’Aula del Senato ha dato il via libera definitivo, per quanto riguarda Palazzo Madama, alla riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti.

Il testo, arrivato dalla Camera e modificato a Palazzo Madama nelle settimane precedenti, torna ora a Montecitorio per la terza lettura. L’approdo in Aula alla Camera è previsto dal 28 settembre.

Il sistema che il Senato ha approvato introduce un impianto proporzionale con premio di maggioranza fissato al 42% dei voti in entrambe le Camere. Ritorna il meccanismo delle preferenze, con capilista bloccati, e viene mantenuta l’indicazione del candidato premier da parte degli elettori.

Prima del voto finale le opposizioni hanno protestato in Aula esponendo cartelli con la scritta “no alla legge truffa”, segno di una contrapposizione che ha accompagnato l’intero percorso del provvedimento a Palazzo Madama, dalle pregiudiziali di costituzionalità respinte alle discussioni sugli emendamenti nelle settimane precedenti.

Tra gli interventi in dichiarazione di voto, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito il passaggio «un grande passo avanti…».

Il percorso parlamentare non è quindi concluso: la terza lettura alla Camera dovrà stabilire se il testo uscito da Palazzo Madama diventa legge così com’è o se subirà ulteriori modifiche, che imporrebbero un nuovo passaggio al Senato. La data del 28 settembre segna l’inizio della fase finale dell’iter, con la maggioranza che punta a chiudere l’esame prima che il calendario parlamentare si affolli di altri provvedimenti.

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